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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Nevi e Melanomi

Nello strato basale dell'epidermide risiedono le cellule (melanociti) responsabili della pigmentazione cutanea, che danno origine a proliferazioni benigne (nevi), tanto frequenti da essere considerate come normali componenti dellla cute, e raramente a tumori maligni (melanomi).

1. Nevo melanocitario
Consiste in una proliferazione circoscritta e limitata dei melanociti. Raramente congeniti, i nevi insorgono nel periodo infantile-giovanile, sono dapprima piani poi divengono leggermente rilevati, raggiungono un diametro massimo di 5-6 mm, hanno un contorno netto, sono variabilmente ma uniformemente pigmentati, sono presenti in numero variabile nei diversi soggetti, fino ad alcune decine.
Sono per definizione benigni.

2. Nevo giunzionale, Nevo composto, Nevo intradermico, Nevo blu, Nevo di Spitz, Nevo pigmentato a cellule fusate, Nevo con alone, Nevo combinato, Nevo lentigginoso
Sono varietà istologiche di nevi melanocitari, per definizione benigni.

3. Displasia melanocitaria epitelioide intraepidermica
E' un nevo pigmentato con caratteristiche anomale, dermatologiche ed istologiche, considerato essere una fase molto iniziale di proliferazione melanocitaria con potenzialità preneoplastica non obbligata, risolta definitivamente dalla asportazione.

4. Nevo displastico
E' un nevo piuttosto frequente che presenta anomalie cliniche, istologiche e citologiche. Anche se potrebbe essere un precursore del melanoma, ciò non riguarda ovviamente le lesioni diagnosticate al microscopio in quanto già asportate. Viene pertanto considerato un marcatore del rischio di svilupppare un melanoma in altre sedi; tale rischio è proporzionale al numero dei nevi, displastici e non, ed alla storia famigliare di melanoma. Il rischio è comunque molto basso nella massima parte dei casi, che presentano un nevo displastico unico con storia famigliare negativa.
Il medico specialista che riceve questa diagnosi valuterà tale rischio nel Suo caso specifico.

5. Lentigo maligna
E' un melanoma in situ (vedi) che insorge in persone anziane nella cute esposta cronicamente al sole.
Come ogni melanoma in situ, è definitivamente curato con l'asportazione completa.

6. Melanoma
E' un tumore maligno dei melanociti, che presenta diverse varianti istologiche classificate dall'anatomopatologo al microscopio (Melanoma a diffusione superficiale, Melanoma nodulare, Melanoma in lentigo maligna, Melanoma acro-lentigginoso, Melanoma nevoide, Melanoma desmoplastico ed altre varianti più rare ancora).
La diagnosi di melanoma e delle varianti non comporta automaticamente una valutazione prognostica, in quanto l'anatomopatologo rileva alcune specifiche caratteristiche istologiche che, variamente combinate, permettono di identificare diverse prospettive prognostiche, anche eccellenti (oggi le più frequenti grazie alla diagnosi precoce ed alla prevenzione ad opera dei medici specialisti dermatologi).
Inoltre la prognosi può essere formulata da parte del medico specialista che riceve la Sua diagnosi soltanto dopo adeguata stadiazione (in particolare ricerca di possibili metastasi ai linfonodi regionali, eseguita dall'anatomopatologo al microscopio con procedure speciali, in genere su linfonodo sentinella (cosiddetto perché è il primo ad essere eventualmente interessato dalle metastasi) asportato dal chirurgo.

7. Melanoma in situ
In situ significa "sul posto" e cioè che il tumore è iniziale ed ancora contenuto nello spessore dell'epidermide, e quindi non può essersi disseminato e aver prodotto metastasi in altre parti del corpo.
Pertanto deve considerarsi guarito dopo asportazione completa.

 

creato da Webmaster pubblicato il 09/06/2010 18:38, ultima modifica 29/09/2011 11:18

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