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Un importante riconoscimento per la ricerca clinica cardiologica arriva all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara: la dott.ssa Elisabetta Tonet, cardiologa under 40, è tra i vincitori del bando nazionale di Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute. Su quasi 300 progetti presentati, il suo studio è stato selezionato tra i 70 finanziati, ottenendo un supporto economico di circa 450.000 euro.
Il progetto, denominato IRON-TAVI, è uno studio clinico multicentrico che coinvolgerà, oltre a Ferrara, anche le Cardiologie dell’Ospedale Maggiore di Bologna e dell’Ospedale di Rimini. L’obiettivo è migliorare la qualità di vita e la prognosi dei pazienti anziani affetti da stenosi aortica sottoposti a TAVI (impianto transcatetere di valvola aortica), una procedura sempre più diffusa nella popolazione anziana.
La TAVI rappresenta ad oggi la strategia terapeutica di scelta nei pazienti anziani con stenosi aortica severa, ovvero un restringimento significativo della valvola aortica. Si tratta di una procedura chirurgica mini-invasiva che consente di sostituire funzionalmente la valvola malata.
In particolare, lo studio valuterà se un approccio integrato – basato su esercizio fisico mirato e supplementazione nutrizionale (ferro e proteine) – possa ridurre complicanze, ricoveri e disabilità dopo l’intervento. Questo nasce dall’osservazione che molti pazienti, pur sottoposti con successo alla procedura, non recuperano pienamente autonomia e benessere.
“Sono molto felice di questo risultato – commenta la dott.ssa Elisabetta Tonet (nella foto) – perché rappresenta un riconoscimento importante per il lavoro svolto in questi anni e, soprattutto, un’opportunità concreta per migliorare la cura dei nostri pazienti più fragili. L’idea è intervenire non solo sulla valvola, ma sulla persona nel suo insieme, agendo su fattori modificabili come la forza fisica e lo stato nutrizionale, che possono fare una grande differenza negli esiti clinici”.
Il progetto si inserisce in una linea di ricerca già avviata negli anni precedenti riguardo un modello riabilitativo personalizzato per ciascun paziente cardiopatico con più di 65 anni.
“Questo finanziamento – dichiara il prof. Gianluca Campo (Direttore del Centro della Coagulazione dell’Unità Operativa di Cardiologia all’Ospedale di Cona) – ci permette di proseguire e sviluppare ulteriormente un filone di ricerca che abbiamo costruito nel tempo, in stretta collaborazione con la Medicina dello Sport del prof. Giovanni Grazzi e la Cardiologia Riabilitativa dell’Ospedale del Delta del dott. Giovanni Pasanisi, senza dimenticare il prezioso contributo di tutto il personale infermieristico ed OSS. Si tratta di un percorso già consolidato, come dimostrato dallo studio PIpELINe pubblicato lo scorso anno sul New England Journal of Medicine e presentato all’ESC come “late breaking” (ovvero tra i risultati scientifici di maggior rilevanza), che ha aperto nuove prospettive nella gestione integrata del paziente cardiologico”.
Grande soddisfazione anche da parte della direzione della Cardiologia.
“Come direttore – conclude il prof. Gabriele Guardigli (Direttore Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Cona) – sono particolarmente orgoglioso di questo risultato. Non solo la dott.ssa Tonet ha vinto come capofila di un progetto competitivo a livello nazionale, ma anche altri giovani colleghi della nostra unità – Andrea Erriquez, Giulia Passarini, Paolo Cimaglia e Francesco Vitali – hanno ottenuto finanziamenti su progetti distinti, in collaborazione con AUSL Romagna e Azienda Ospedaliero Universitaria Integrata di Verona. Questo conferma la capacità della Cardiologia di Ferrara di coniugare assistenza clinica di alto livello e ricerca, valorizzando le competenze dei professionisti più giovani”.
Il successo ottenuto rappresenta un segnale concreto dell’importanza della ricerca clinica nel migliorare le cure e la qualità di vita dei pazienti, con ricadute dirette sul sistema sanitario e sulla comunità.