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Un importante riconoscimento per la ricerca clinica in ambito geriatrico arriva all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara: Il prof. Stefano Volpato, geriatra e Direttore dell’Unità Operativa di Ortogeriatria e del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara è tra i vincitori del bando nazionale di Ricerca Finalizzata 2024 del Ministero della Salute. Il suo progetto è stato selezionato tra gli 84 finanziati su 322 presentati, ottenendo un finanziamento di 450.000 euro.
Il progetto, denominato “ORTO-DEL”, è uno studio clinico osservazionale multicentrico e multidisciplinare che prevede la collaborazione tra i professionisti di Geriatria, Ortopedia/Traumatologia e Terapia Intensiva e Rianimazione, con il coinvolgimento della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Università Milano-Bicocca (responsabile prof. Gisueppe Bellelli) e dell‘Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova (responsabile locale prof. Giuseppe Sergi). Per quanto riguarda Ferrara partecipano anche le Unità Operative di Ortopedia (prof. Gaetano Caruso) e di Terapia Intensiva/rianimazione (dott.ssa Elisabetta Marangoni). L’obiettivo dello studio è identificare nuove molecole circolanti nel sangue (biomarcatori) che permettano l’identificazione precoce dei pazienti ad elevato rischio di sviluppare delirium (stato confusionale acuto) in seguito ad intervento chirurgico per frattura di femore.
La frattura di femore per traumi anche minori è una patologia molto frequente nel soggetto anziano che viene trattata con intervento chirurgico in urgenza. Tuttavia circa il 25% dei pazienti sviluppa, come conseguenza della frattura e dell’intervento chirurgico, una grave alterazione acuta dello stato di coscienza e delle funzioni cognitive (delirium) che ha importanti conseguenze negative sullo stato di salute futuro, in termini di mancato recupero della funzione deambulatoria, peggioramento delle funzioni cognitive e aumentato rischio di morte a breve e medio termine.
Lo studio si propone quindi di identificare nuove biomarcatori nel sangue, quindi facilmente misurabili, che permettano da un lato l’identificazione precoce dei soggetti ad elevato rischio, dall’altro che possano migliorare la comprensione dei meccanismi fisiopatologici di questa condizione e quindi favorire in prospettiva lo sviluppo e l’implementazione di nuovi interventi preventivi e terapeutici.
“Questo finanziamento competitivo - commenta il prof. Stefano Volpato - sottolinea l’importanza dell’integrazione tra Università e Azienda Ospedaliera a livello di ricerca clinica e valorizza i nostri sforzi per cercare di migliorare costantemente la qualità delle cure per i pazienti più anziani e più fragili, una quota di popolazione in continua espansione nella nostra società e in particolare nella nostra provincia che, come noto, ha l’indice di vecchiaia più alto della regione Emilia Romagna e tra i più alti in Italia. Il finanziamento ottenuto evidenzia anche la capacità del nostro gruppo di ricerca di “fare rete e sistema” sia a livello locale che a livello nazionale; il protocollo si inserisce infatti in un filone di ricerca su questa specifica tematica avviato da anni con le Università di Milano-Bicocca e Padova”.
“Questo progetto – sottolinea il prof. Gaetano Caruso (responsabile del progetto per l’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia diretta dal prof. Leo Massari) – rappresenta il naturale completamento, in ambito di ricerca clinica, di una collaborazione multidisciplinare iniziata molti anni fa per offrire ai pazienti anziani con frattura di femore un’assistenza sempre più personalizzata, tempestiva e basata sulle migliori evidenze scientifiche. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha da alcuni anni formalizzato questa integrazione professionale e assistenziale con un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) che coinvolge in maniera strutturata tutte le figure professionali impegnate nella presa in carico di questi pazienti fragili. “ORTO-DEL” rafforza ulteriormente questo modello, introducendo strumenti innovativi per identificare precocemente i pazienti a rischio e migliorare gli esiti clinici e la qualità delle cure.
Nella foto, da sinistra: Carlo Alberto Volta, Gaetano Caruso, Elisabetta Marangoni, Stefano Volpato.