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Il 3 marzo 2026 ricorre la Giornata Mondiale dell’Udito (World Hearing Day), istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per sottolineare l’importanza e le possibili conseguenze dei problemi uditivi (soprattutto se non riconosciuti, diagnosticati e, quindi, adeguatamente trattati). Secondo stime dell’OMS circa il 5% della popolazione mondiale è affetta da una perdita uditiva e, secondo le stesse stime, entro il 2050 lo sarà una persona su quattro. Negli ultimi anni l’allarme maggiore è rappresentato dalla crescente esposizione al rumore, nota in ambito lavorativo e di recente aumentata soprattutto negli ambienti ricreativi (si veda ad esempio l’utilizzo inadeguato ad alto volume delle cuffiette/auricolari).
I professionisti delle Aziende Sanitarie ferraresi lavorano in prima linea per tutti i pazienti affetti da queste patologie.
L’UNITÀ OPERATIVA DI OTORINOLARINGOIATRIA/AUDIOLOGIA DELL’AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA DI FERRARA (Direttore prof. Stefano Pelucchi). L’attività del Servizio di Audiologia è rivolta alla diagnostica e alla terapia delle patologie dell'orecchio esterno, medio e interno, ai disturbi dell'udito nell'infanzia e nell'adulto e ai disturbi di linguaggio correlati a deficit sensoriale uditivo, oltre che al problema dell’equilibrio/vertigini periferiche. Inoltre l’attività chirurgica dell’Audiologia comprende il trattamento delle patologie dell’orecchio medio, come otiti croniche e otosclerosi (patologia che si manifesta con un calo dell’udito che peggiora nel tempo e che può portare anche alla sordità), delle sordità di grado medio-grave (protesi impiantabili) e delle sordità profonde (impianto cocleare).
Riconoscere precocemente i sintomi della sordità è fondamentale per poter intervenire sia sulle possibili cause sia per ridurre al minimo la disabilità che ne deriva. Un udito normale è fondamentale per sviluppare le capacità comunicative verbali nel bambino. La diagnosi precoce dei difetti uditivi, già alla nascita, è fondamentale per intervenire precocemente, risolvere il difetto uditivo e consentire l’acquisizione del linguaggio. La diagnosi tardiva oltre i primi 12 mesi di vita condiziona invece irreversibilmente le capacità comunicative del bambino.
In Italia lo screening uditivo neonatale universale mediante le TEOAE (Otoemissioni acustiche evocate transitorie) è stato inserito nella revisione dei livelli essenziali di assistenza (LEA) nel 2017 ma a Ferrara viene effettuato in tutti i nati prima della dimissione già dal 2010. Lo screening viene eseguito in tutti i neonati, dal personale ostetrico nei nati fisiologici degenti in rooming-in e da un’audiometrista nei neonati ricoverati in TERAPIA INTENSIVA NEONATALE E NEONATOLOGIA (diretta dalla dott.ssa Agostina Solinas), per mezzo di una piccola apparecchiatura portatile che registra, grazie ad un piccolissimo auricolare monouso, i suoni generati dalla coclea normale in risposta a stimoli sonori (click) inviati nel condotto uditivo esterno. Il test è veloce (pochi minuti), non invasivo e non doloroso ed ha un’altissima sensibilità (oltre il 98%) nell’identificare la presenza di un difetto uditivo mono o bilaterale.
In caso di test patologico o dubbio, il neonato, viene controllato dopo qualche giorno direttamente presso il servizio di audiologia ed in caso di risposta persistentemente assente viene avviato un percorso strutturato multidisciplinare (neonatologo, audiologo, otorinolaringoiatra, pediatra di famiglia, foniatra e logopedista) per completare l’iter diagnostico e per avviare tempestivamente gli interventi terapeutici necessari.
L’importanza della prevenzione anche negli anni successivi. L’orecchio è un organo di senso molto complesso e delicato che necessita di protezione per l’intero arco della vita, quindi anche da adulti. Il suo principale nemico è il rumore: infatti ascoltare in un ambiente rumoroso è molto faticoso e dannoso. Se un rumore o un suono sono molto ‘forti’ e si è esposti ad esso per lunghi periodi, si possono sviluppare danni irreversibili al nostro orecchio. A questo proposito, spesso, i giovani ascoltano la musica per lunghi periodi di tempo con le cuffiette o direttamente dalle casse ad alto volume, compromettendo, potenzialmente, l’integrità dell’apparato uditivo. Inoltre, altri fattori possono concorrere a danneggiare il nostro orecchio come particolari farmaci, virus oppure i traumi acustici acuti come lo scoppio di un petardo. La prevenzione è un importante strumento che abbiamo a disposizione per preservare il nostro udito ed è importante imparare fin da piccoli a proteggere questo delicato organo di senso.
In Italia si stimano circa 7 milioni di persone con problemi uditivi, corrispondenti al 12,1% della popolazione. Nel nostro Paese l’ipoacusia (riduzione di grado variabile dell’udito) riguarda 1 persona su 3 tra gli over 65, mentre un deficit uditivo permanente si manifesta in 1-3 nati su mille ed è presente in 4-5 bambini su mille a 5 anni. L’ipoacusia interessa circa 1-2 soggetti su 1.000 nati vivi e fino al 15% dei neonati ricoverati in Patologia Neonatale. I fattori di rischio per ipoacusia comprendono la familiarità, le patologie malformati-ve cranio facciali o sindromi genetiche, le infezioni intrauterine, la prematurità, l’asfissia perinatale, iperbilirubinemia grave, infezioni gravi (sepsi, meningiti) e l’utilizzo di alcuni antibiotici ototossici. Se la sordità compare successivamente, invece, solo la conoscenza dei sintomi può allertare i genitori o gli insegnanti.