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Il 4 marzo 2026 ricorre la Giornata Mondiale per la lotta contro l’HPV (Papilloma Virus umano) un appuntamento cruciale per rinnovare l’impegno collettivo nel contrasto ai tumori associati a questo virus. La ricorrenza mira ad accrescere la consapevolezza sui rischi oncologici per l’intera popolazione, promuovendo una cultura della prevenzione che coinvolga sia uomini che donne.

Oggi la lotta al Papillomavirus si conferma una sfida di Sanità Pubblica universale: grazie alla sinergia tra profilassi vaccinale e programmi di screening, si ha l'opportunità concreta di prevenire la quasi totalità delle neoplasie HPV-correlate, intervenendo tempestivamente prima della loro insorgenza.


IL VACCINO. Dal 2007 è possibile prevenire l’infezione da Papillomavirus (HPV) grazie ad un efficace vaccino che permette di prevenire la quasi totalità dei tumori della cervice uterina e oltre il 90% di altri tumori associati ad HPV. Raggiungendo livelli elevati di copertura vaccinale, il tumore della cervice uterina e gli altri tumori correlati all’HPV ridurrebbero drasticamente la loro incidenza.

La vaccinazione è offerta gratuitamente a:

  • tutti i ragazzi e le ragazze al compimento dell’undicesimo anno d’età;
  • alle ragazze fino al compimento dei 26 anni, se non vaccinate in precedenza;
  • ai ragazzi fino al compimento dei 26 anni, a partire dai nati nel 2006.

La gratuità è prevista anche per tutte le donne operate per lesione cancerosa e precancerosa HPV correlata e, con i nuovi Piani Nazionale e Regionale di Prevenzione Vaccinale, il vaccino viene inoltre offerto gratuitamente fino a 45 anni di età (senza distinzione di sesso) nei soggetti rientranti nelle categorie di rischio (ad esempio soggetti immunodepressi).

“Nella provincia di Ferrara – dichiara la dott.ssa Clelia de Sisti, Direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Azienda USL di Ferrara – ogni anno sono invitati i ragazzi e le ragazze di 11 anni e il vaccino viene offerto a tutti gli aventi diritto che ne facciano richiesta. Il raggiungimento di una copertura del 95% è un obiettivo ambizioso ma fondamentale e per poterlo raggiungere è indispensabile mantenere e rafforzare la campagna di vaccinazione contro l’HPV con il coinvolgimento attivo del territorio (in particolare Pediatri di Libera Scelta, Medici di Medicina Generale e consultori familiari) e degli specialisti (in primis pediatri, ginecologi, oncologi). Il tutto attraverso azioni di counselling e promozione di questo vaccino che rappresenta uno “scudo protettivo” contro i tumori della cervice uterina, della vulva e della vagina nella donna, del pene nell’uomo, dell’ano e del cavo orale in entrambi i sessi”.  


LO SCREENING. “L’infezione da Papillomavirus Umano (HPV) rappresenta oggi la patologia a trasmissione sessuale più diffusa in entrambi i sessi, configurandosi come un rischio oncologico universale che non può più essere considerato una problematica esclusivamente femminile,” dichiara la dott.ssa Caterina Palmonari, Direttrice dell’Unità Operativa Complessa Screening Oncologici dell’Azienda USL di Ferrara.

Sebbene la maggior parte delle infezioni tenda alla risoluzione spontanea, la persistenza del virus è il motore principale per lo sviluppo di numerose neoplasie che colpiscono diversi distretti anatomici, non limitandosi alla sola cervice uterina. Il virus HPV è responsabile della quasi totalità dei tumori della cervice uterina (99,7%) e di una quota rilevante di quelli anogenitali, con incidenze che variano dall'88-91% per l'ano, al 70-75% per la vagina, fino al 50% per il pene e circa il 43-50% per la vulva. Un dato epidemiologico in forte ascesa riguarda il distretto dell'orofaringe, dove l'HPV causa ormai il 70% dei casi, superando spesso i fattori di rischio tradizionali.

“Se in Italia - continua Palmonari - il tumore del collo dell’utero è ormai una patologia da cui non si muore quasi più, è merito esclusivo di una rete di screening capillare e di una profilassi vaccinale efficace. Al contrario, nei contesti globali privi di tali protocolli, l'HPV rimane la seconda causa di morte oncologica per le donne. Il nostro obiettivo è chiaro: trasformare un’infezione comune in un rischio clinico del passato attraverso la sinergia tra vaccinazione tempestiva dei giovani e adesione rigorosa ai programmi di screening (Pap test e HPV test). Solo attraverso questa doppia strategia possiamo ambire all'eradicazione dei tumori HPV-correlati in tutta la popolazione.”

L'efficacia della rete di prevenzione italiana trova riscontro nell'evidenza epidemiologica: la mortalità per carcinoma della cervice uterina è crollata. Le rilevazioni dei registri nazionali indicano che la diagnosi precoce ha trasformato quella che un tempo era una minaccia letale in una patologia quasi interamente gestibile e guaribile. Lo Screening di prevenzione in Emilia- Romagna e a Ferrara ha permesso di ridurre l’incidenza del cancro cervicale invasivo nella popolazione bersaglio del 40% e la mortalità del 50%.

Il cuore della strategia di contrasto al carcinoma della cervice uterina risiede nei programmi di screening regionale, che offrono gratuitamente a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni gli strumenti diagnostici più avanzati. Il punto di svolta è rappresentato dall' HPV-DNA Test: grazie alla sua altissima sensibilità questo esame è in grado di rilevare la presenza del virus con anni di anticipo rispetto alla comparsa di alterazioni cellulari. Tale precocità diagnostica permette agli specialisti di intervenire tempestivamente sulle lesioni precancerose, trattandole con successo prima che possano evolvere in tumori invasivi.

Il protocollo prevede due percorsi ottimizzati in base al profilo di rischio:

  • dai 30 ai 64 anni (e per le 25-29enni già vaccinate con 2 dosi entro i 15 anni): lo screening d'elezione è il Test HPV ogni 5 anni, un'indagine molecolare che identifica direttamente il DNA virale;
  • dai 25 ai 29 anni (non vaccinate): si effettua il Pap-test ogni 3 anni, esame morfologico fondamentale per individuare precocemente le modificazioni delle cellule.

Entrambi gli esami, semplici e sicuri, sono eseguiti dalle ostetriche presso i Consultori del territorio, garantendo una protezione capillare e gratuita a tutta la popolazione femminile.

“Nel 2024 – prosegue Palmonari - il Centro Screening Oncologici di Ferrara ha invitato 19.807 donne a partecipare al programma di prevenzione ed il 77% di queste ha eseguito l'esame di screening. Questo dato importante ha consentito di rilevare la presenza di 996 HPV test positivi e 91 Pap test positivi e, per tutte queste donne, sono stati attivati i necessari percorsi di approfondimento. A Ferrara, nel 2024, il programma di screening di prevenzione rileva in media circa una lesione precancerosa ogni 132 donne e un tumore ogni 5.000 donne che aderiscono. La maggioranza delle lesioni riscontrate vengono trattate con piccoli interventi chirurgici fatti in ambulatorio e con un’anestesia locale”.


IL RUOLO DEL CONSULTORIO FAMILIARE. “Il Centro Salute Donna – mette in evidenza la dott.ssa Cristina Banzi, Specialista nella branca di Ginecologia e Ostetricia e attualmente Responsabile Organizzativo a seguito del pensionamento del dott. Costantino - gioca un ruolo basilare nel percorso dello screening dei tumori della cervice uterina. Nell’ambito di un percorso di screening uno dei principali obiettivi è quello di raggiungere e coinvolgere la maggior percentuale di popolazione possibile.  Ad oggi per la provincia di Ferrara il dato si assesta intorno al 76%. La caratteristica della struttura consultoriale è quella di essere presente capillarmente sul territorio e di dimostrarsi accogliente per l’utenza, abbracciando una fascia di popolazione molto ampia con un’offerta declinata in più ambiti, a partire dai 14 anni (con lo Spazio Giovani) e successivamente con ambulatori ad accesso diretto per rispondere alle esigenze specifiche in relazione all’età. Queste caratteristiche conferiscono al Consultorio un ruolo cardine nel percorso dello screening”.

Presso i Consultori della provincia di Ferrara (Ferrara, Argenta, Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo, Portomaggiore, Mesola) vengono svolte le attività di primo livello, cioè prelievi per Pap test ed HPV test, condotte da personale ostetrico.  Questo incontro, finalizzato alla raccolta del materiale per l’esame di screening, riveste nella pratica un significato più ampio: è un’occasione infatti, per incontrare un professionista, fuori dall’ambulatorio medico o dall’ospedale, e esplicitare problematiche a volte taciute o non riconosciute che possono essere prese in carico e gestite nell’ambito di una prevenzione a più ampio respiro. Nei Consultori inoltre vengono eseguiti gli accertamenti di secondo livello successivi ad un pap test anomalo, ad un HPV persistente o ad un follow up di displasia cervicale (CIN2, CIN3, CIS) dopo terapia. L’ambulatorio di colposcopia, sempre nell’ottica di consentire alla popolazione oggetto di screening un accesso agevolato agli accertamenti, è attivo anche presso il Consultorio di Ferrara in via Boschetto.


GLI APPROFONDIMENTI DIAGNOSTICI DI SECONDO LIVELLO (COLPOSCOPIA) E TERZO LIVELLO (CONIZZAZIONE). Negli ambulatori colposcopici di Cento, Delta, Portomaggiore e di via Boschetto a Ferrara attualmente afferiscono le pazienti inviate dal 1 livello dello screening, per il trattamento colposcopico delle lesioni HPV correlate. Restano a carico dei Reparti di Ginecologia degli Ospedali di Cona e di Cento le pazienti che devono eseguire il trattamento di 3 livello (conizzazione), inviate dagli ambulatori di secondo livello per il trattamento delle lesioni HPV-relate a carico del basso tratto genitale ed, in misura minore, pazienti ad accesso spontaneo con esame di primo livello anomalo (Pap test o HPV test).

La colposcopia è un’indagine che si esegue in regime ambulatoriale e viene effettuata mediante un sistema ottico a diversi ingrandimenti (il colposcopio). Lo scopo è individuare le aree anomale a livello della giunzione squamo-colonnare della cervice, sede più frequente delle lesioni precancerose causate dall’infezione persistente da HPV, ed eseguire su di esse una o più biopsie mirate. Le colposcopie eseguite dai professionisti dell'Azienda USL per lo screening, quindi per test HPV positivo e per controlli di pregresso HPV positivo, nel 2024 sono state circa 1400. Il Servizio di colposcopia dell’Ospedale di Cona - afferente all’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia (Direttrice facente funzioni dott.ssa Ruby Martinello) - garantisce l’esecuzione di trattamenti chirurgici di III livello. Vi è indicazione a trattare le lesioni di alto grado in quanto precancerose: CIN 2 e CIN 3 (Neoplasia Intraepiteliale Cervicale di grado 2 e 3); mentre le lesioni di basso grado, compatibili con l’infezione da HPV (CIN1- Neoplasia Intraepiteliale di grado 1), sono destinate a regredire spontaneamente nella maggior parte dei casi e vengono trattate solo se persistenti nel tempo. Le pazienti con lesioni di alto grado rimangono in carico all’ambulatorio per i successivi controlli citologici e colposcopici previsti dal protocollo regionale. In caso di diagnosi di tumore cervicale invasivo, le pazienti rientrano all’interno di un percorso oncologico, in cui si effettuano gli accertamenti diagnostici e le terapie necessarie. All’interno dell’ambulatorio colposcopico vengono individuate e trattate anche ulteriori lesioni di alto grado a carico del basso tratto genitale, correlate ad infezione da HPV: a livello vaginale mediante la diatermocoagulazione delle lesioni precancerose VaIN2 e VaIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vaginale di grado 2 e 3) e a livello vulvare mediante escissione di lesioni VIN2 e VIN3 (Neoplasia Intraepiteliale Vulvare di grado 2 e 3).

Nel 2025 presso la struttura di Cona sono stati eseguiti 114 trattamenti, di cui circa il 90% per lesioni di alto grado: per la maggior parte a carico della cervice (n.39 CIN3 e n.48 CIN2), in minor misura a livello vaginale (n.17 VaIN 2 e VaIN3).

Sempre nel 2025 circa 90 interventi sono stati eseguiti nel presidio ospedaliero di Cento presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dott. Fabrizio Corazza. La dott.ssa Germana Gotti, afferente alla suddetta Unità Operativa, è responsabile dell’ambulatorio colposcopico di Cento e attualmente referente dello screening della provincia di Ferrara; dal 2025 è anche coordinatore regionale del gruppo dei colposcopisti di screening.


“L’ANATOMIA PATOLOGICA svolge un ruolo cruciale nella individuazione dei tumori associati ad HPV - sottolinea la prof.ssa Roberta Gafà, Direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Anatomia Patologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferraranon solo nell’ambito dello screening del carcinoma della cervice uterina, ma anche per quanto concerne le diagnosi istologiche delle lesioni squamose anali e dei carcinomi squamosi dell’orofaringe. L’identificazione di questi ultimi è particolarmente rilevante poiché i carcinomi squamosi dell’orofaringe HPV associati presentano un decorso clinico significativamente più favorevole rispetto ai pazienti con carcinoma squamoso non HPV correlato e possono giovarsi di trattamenti differenti. Per quanto riguarda le lesioni squamose anali, prosegue, l’infezione anale da HPV rappresenta un riconosciuto fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma squamoso dell’ano, in particolare nelle popolazioni vulnerabili come soggetti con HIV e donne con una storia di lesioni HPV-associate del tratto genitale. La progressione delle lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (HSIL/AIN2-3) a carcinoma anale è ben documentata, e la quasi totalità dei carcinomi anali è attribuibile a infezioni persistenti da HPV ad alto rischio. Nonostante l’efficacia dimostrata della chirurgia, radioterapia e chemio-radioterapia, la prognosi del carcinoma anale rimane sfavorevole in caso di diagnosi tardiva, con rilevanti effetti collaterali e impatto sulla qualità di vita”.

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Ultimo aggiornamento

03-03-2026 09:03

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