Contenuto

Promuovere il benessere organizzativo e sostenere gli operatori sanitari nella gestione dello stress, dei conflitti, anche con gli utenti, che talvolta sfociano in deprecabili episodio di violenza, e del carico emotivo legato alle professioni di cura. È questo l’obiettivo dei percorsi formativi attivati dalle Aziende Sanitarie ferraresi, nell’ambito delle politiche dedicate alla valorizzazione delle risorse umane e alla tutela della qualità della vita lavorativa del personale sanitario.
I corsi, già progettati e in corso di svolgimento, sono realizzati in collaborazione con il Servizio Prevenzione e Protezione Provinciale, diretto dalla dott.ssa Concetta Mazza, e con il supporto del Servizio Formazione – Progettazione Formativa, diretto dal dott. Michele Dal Pozzo. Le attività sono rivolte a tutti gli operatori sanitari delle due Aziende ferraresi e si sviluppano attraverso 19 incontri in presenza condotti da professionisti esperti del settore.
"Investire sul benessere organizzativo - mette in evidenza la dott.ssa Nicoletta Natalini, Direttrice Generale delle Aziende Sanitarie ferraresi - significa investire sulla qualità dell’assistenza che offriamo ogni giorno ai cittadini. Come Aziende Sanitarie ferraresi riteniamo fondamentale accompagnare i nostri professionisti non solo sul piano delle competenze tecniche, ma anche nella gestione delle sfide emotive e relazionali che caratterizzano il lavoro di cura. Questi percorsi formativi rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare strumenti di resilienza, consapevolezza e collaborazione tra operatori. Promuovere ambienti di lavoro sani, inclusivi e sostenibili contribuisce a migliorare il clima organizzativo e, di conseguenza, l’efficacia dei servizi sanitari e anche la sicurezza. La riduzione del conflitto interpersonale rappresenta infatti anche una misura di mitigazione del rischio. Questa Direzione è fermamente convinta dell'importanza di valorizzazione chi ogni giorno opera con professionalità e dedizione nei nostri servizi".
Alla base dell’iniziativa vi è la consapevolezza che il clima organizzativo rappresenti un elemento determinante non solo per il benessere degli operatori, ma anche per la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. La qualità delle prestazioni sanitarie — in termini di efficienza, efficacia, appropriatezza e sicurezza — è strettamente collegata non soltanto alle competenze professionali, ma anche al benessere fisico, psicologico ed emotivo dei professionisti sanitari. Investire nella salute organizzativa significa pertanto promuovere una migliore qualità dei servizi, rafforzare la relazione di cura e garantire contesti lavorativi maggiormente sostenibili e orientati alla centralità della persona.
Gli operatori sanitari sono chiamati quotidianamente a confrontarsi con situazioni di particolare complessità, caratterizzate da elevato carico decisionale, responsabilità assistenziali e frequenti condizioni di emergenza sanitaria. Un contesto che rende sempre più necessario offrire strumenti adeguati per affrontare stress, fragilità emotive e criticità organizzative. Vi è poi il tema della violenza contro gli operatori: la Direzione sta mettendo in atto tutte le possibili misure strutturali tese a disincentivare e limitare questo pessimo fenomeno, ma anche in quest'ambito la prevenzione può essere di grande aiuto, ed una migliore gestione dello stress e conseguente riduzione del conflitto interpersonale rappresentano un'azione di mitigazione del rischio.
I percorsi formativi sono quindi orientati allo sviluppo di competenze utili alla gestione consapevole dei conflitti e all’apprendimento di tecniche di mindfulness, pratica finalizzata a migliorare la consapevolezza e la capacità di gestione delle emozioni. Le attività puntano inoltre a rafforzare resilienza, autoregolazione emotiva e qualità delle relazioni professionali, favorendo un clima lavorativo più sostenibile e collaborativo. La promozione del benessere organizzativo si configura come elemento imprescindibile per garantire qualità, sicurezza ed efficacia dei servizi sanitari, nel rispetto della centralità della persona assistita e di chi quotidianamente opera nei contesti di cura.