Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Tu sei qui: Portale Per l'Utente Gestione Rischio Infettivo Legionella e Legionellosi: conoscerle e prevenirle Prevenzione, sorveglianza e controllo della Legionella

Prevenzione, sorveglianza e controllo della Legionella

I metodi di sanificazione e bonifica degli impianti sono descritti nell’allegato [7].

INFEZIONE DA LEGIONELLA: la modalità più comune è l’INALAZIONE di aerosol di acqua contenente Legionella o di PARTICELLE DI POLVERE, soprattutto se di piccole dimensioni, che possono più facilmente raggiungere le basse vie aeree. La legionellosi si può manifestare in forma subclinica (asintomatica), febbrile extrapolmonare e polmonite (legionellosi polmonare - Malattia dei Legionari)2,3. [8]

FATTORI DI RISCHIO PER L’INFEZIONE [9]: il rischio di acquisire la malattia dipende dalle caratteristiche del batterio, dalla suscettibilità individuale e dalle condizioni ambientali. Inoltre, sono di particolare rilevanza modalità, intensità e tempo di esposizione1.

METODI DIAGNOSTICI: la polmonite da Legionella ha sintomi e segni radiologici spesso indistinguibili dalle altre polmoniti infettive. La DIAGNOSTICA DI LABORATORIO è quindi indispensabile per una diagnosi corretta e una terapia mirata. I metodi più usati sono la ricerca dell’ANTIGENE URINARIO2 e l’isolamento del batterio mediante COLTURA (metodo di elezione). Maggiore è il numero di metodi diagnostici utilizzati, più corretta sarà la diagnosi3. [10]

DEFINIZIONE DI CASO DI POLMONITE DA LEGIONELLA2,3 [11]

EPIDEMIOLOGIA DELLA LEGIONELLOSI

EUROPA – REPORT ECDC 20154: il 68,8% dei casi è stato acquisito in comunità e il 5,3% in ospedale. [12]

ITALIA - REPORT ISS 20175: il 78,5% dei casi è stato di origine comunitaria e il 6,2 % in ospedale. [13]

EMILIA-ROMAGNA – REPORT ISS 20175: dei 301 casi rilevati, la distribuzione per luogo di infezione è stata: 71,1% comunitaria, 14,9% associato a viaggi, 8,6% (26 casi) nosocomiali, tra potenziali e certi.

WATER SAFETY PLAN: Piano di valutazione e gestione dei rischi sanitari associati all’utilizzo dell’acqua potabile fornita dal sistema di distribuzione interno della Struttura di Cona dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

L’utilizzo ubiquitario dell’acqua distribuita dalla rete idrica e la presenza di Unità Operative, attività assistenziali e pazienti con particolare suscettibilità, a rischio molto elevato e a rischio aumentato, impongono di prestare alta attenzione alla valutazione e gestione dei rischi chimico, fisico e microbiologico associati all’utilizzo dell’acqua, al fine di garantirne il mantenimento nel tempo dei requisiti di potabilità e di sicurezza igienica e proteggere la salute umana (pazienti, operatori, visitatori). 7 Particolare attenzione è posta alla contaminazione da Legionella e alla valutazione e gestione dei rischi potenziali ad essa associati.

Vista l’ampia diffusione in natura e negli ambienti idrici antropici di Legionella, la DGR N° 828/2017 [14], come la precedente DGR N.1115/2008 e le Linee Guida Nazionali  del 2016 [15], evidenziano le difficoltà di attuarne la bonifica (eradicazione). Per questo motivo, il mezzo più efficace di prevenzione della crescita di Legionella consiste nell’uso integrato dei diversi metodi di contenimento, attraverso un’attività di manutenzione regolare degli impianti.

Il documento di riferimento per Cona, redatto sulla base delle indicazioni contenute nella D.G.R. N°828/20173 e delle LG nazionali 20152 è rappresentato dalla procedura aziendale P-110-AZ e dai relativi Allegati [16]. Questo documento sostituisce le precedenti istruzioni operative. La Procedura è applicata e costituisce regola di comportamento in tutti i contesti in cui l’acqua di rete viene usata per il consumo umano e ad uso tecnologico. Particolare attenzione è posta al Programma annuale di controllo della Legionella che rappresenta il focus di questa Procedura, affrontando nello specifico, i seguenti aspetti:

A) valutazione del rischio

B) gestione del rischio, con interventi di prevenzionee controllo e relativilivelli di responsabilità

c) monitoraggio ambientale in autocontrollo e interventi di contrasto (bonifica) conseguenti.

I metodi adottati in Cona per il controllo di Legionella sono diversi e integrati:

►   gestione del parametro temperatura per acqua fredda e calda,

►   disinfezione con biossido di cloro,

►   flussaggio acqua calda e disincrostazione settimanale,

►   filtrazione nel punto di utilizzo (rubinetti e soffioni docce).

Il fulcro del sistema è rappresentato dalla disinfezione in continuo garantita dall’impianto a biossido di cloro. Tale sistema è utilizzato con successo in acquedottistica (Hera tratta l’acqua distribuita allo stesso modo) ed è applicato in molte realtà, in particolare sanitarie: rispetto ad altri sistemi (es. cloro) ha il vantaggio di essere più attivo nei confronti del biofilm e con minori controindicazioni in fase di utilizzo. Il sistema è stato proposto dalla stessa ditta concessionaria (Siram) quale miglioria in fase di offerta ela stessa Siram gestisce tale impianto in molte realtà sanitarie a livello nazionale.

L’applicazione di filtri assoluti ai terminali (rubinetti e soffioni docce) è parte integrante della strategia di lotta al batterio. In Cona i filtri assoluti sono presenti dall’apertura della struttura in aree dove sono ricoverati pazienti a Rischio Molto Elevato e sono installati su apparecchiature classificate a Rischio Molto Elevato (vasche parto) e Rischio Aumentato (Riuniti ORL-Audiologia), secondo le rispettive definizioni contenute nella DGR 828/2017. Tale presenza è continua e indipendente dai valori di contaminazione rilevati. In altre parole, anche in caso di assenza assoluta di carica microbica, essi non verrebbero tolti. I filtri sono inoltre impiegati per mettere in sicurezza un’area ospedaliera quando sia rilevato ai controlli una elevata concentrazione di Legionella.

La valutazione del rischio è stata condotta osservando i seguenti macro-ambiti, individuando i fattori di rischio specifici e definendo interventi preventivi e misure correttive, in caso di criticità:

Condizioni cliniche dei pazienti e regime assistenziale

Attività e pratiche assistenziali  a potenziale rischio espositivo

Attrezzature direttamente collegate all’impianto idrico a potenziale rischio espositivo

Rischio per i lavoratori

Fattori impiantistici. L’impianto di distribuzione idrica è suddiviso in 6 sottocentrali, ciascuna dotata di una pompa a circuito chiuso produttrice di biossido di cloro

creato da c.paisanti pubblicato il 13/03/2019 11:50, ultima modifica 13/03/2019 11:50

Azioni sul documento

Strumenti personali