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In occasione della Giornata Mondiale dei Tumori Ginecologici, che si celebra domenica 20 settembre 2026, le Aziende Sanitarie ferraresi rafforzano il loro impegno nella prevenzione e diagnosi precoce. La ricorrenza è infatti un momento importante per accendere i riflettori su questa tipologia di tumori, che comprendono principalmente le neoplasie dell’endometrio, dell’ovaio, della cervice uterina, della vulva e della vagina. Si tratta di patologie differenti per frequenza, fattori di rischio, sintomi, possibilità di prevenzione e strategie terapeutiche, che richiedono competenze specialistiche e percorsi di cura personalizzati.
Nel territorio ferrarese, i dati confermano il rilevante impatto delle neoplasie ginecologiche. Ogni anno, su 100.000 donne, si registrano circa 23 casi di tumore del corpo dell’utero e 13-14 casi di tumore dell’ovaio. Nel 2025, nella provincia di Ferrara, sono stati inoltre diagnosticati 17 tumori invasivi della cervice uterina. Questi dati sottolineano l’importanza della prevenzione, della diagnosi tempestiva e di una presa in carico specialistica e multidisciplinare.
LO SCREENING CERVICOVAGINALE rappresenta lo strumento fondamentale per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, consentendo di individuare tempestivamente le lesioni precancerose prima che possano evolvere in forme invasive. Poiché circa il 99% di queste neoplasie è riconducibile a un’infezione persistente da Papillomavirus umano (HPV), e considerando che il processo di trasformazione cellulare richiede generalmente tempi molto lunghi, i programmi di screening organizzati si dimostrano straordinariamente efficaci nel diagnosticare la malattia nelle sue fasi iniziali, elevando drasticamente le probabilità di guarigione.
Oggi, questo percorso si avvale di protocolli clinici all'avanguardia: grazie alla costante adesione ai controlli, all'estensione della copertura vaccinale e all'introduzione di innovazioni tecnologiche — come i test molecolari con genotipizzazione parziale o estesa e i sistemi di autotest (self-sampling) — l'incidenza dei nuovi tumori tra le donne coinvolte si è ridotta del 40% e la mortalità è diminuita del 50%.
Sul fronte dell'impegno quotidiano sul territorio, interviene la dott.ssa Caterina Palmonari, Direttrice dell’Unità Operativa Screening Oncologici Provinciali dell’Azienda Usl di Ferrara.
«I dati del 2025 confermano l'eccellente risposta della provincia di Ferrara sul fronte della prevenzione: con 15.624 donne invitate e ben 10.073 adesioni, la nostra copertura si attesta a un solido 71,7%. È un risultato che ci rende orgogliosi e che dimostra quanto le donne ferraresi abbiano compreso il valore salvavita di questo gesto. Ma non ci fermiamo qui. A Ferrara puntiamo su soluzioni tecnologiche avanzate per fare in modo che il nostro programma di screening diventi ogni giorno più vicino, capillare e umano. Da marzo dell’anno scorso abbiamo introdotto l'autoprelievo domiciliare: un kit ritirabile comodamente in farmacia con il solo codice fiscale, pensato per chi ha difficoltà logistiche, orari impossibili, o per chi — a causa di barriere culturali, religiose o di un profondo imbarazzo verso l'esame clinico tradizionale — aveva finora scelto di rinunciare ai controlli. I riscontri preliminari sull'autoprelievo confermano l'efficacia di questa metodica nel raggiungere quelle donne che non avevano mai risposto agli inviti precedenti. Questo approccio ci permette infatti di ampliare la copertura dei programmi di screening, coinvolgendo attivamente chi, per differenti motivi, non si era mai sottoposto ai controlli tradizionali. Perché la vera equità non significa semplicemente spedire un invito gratuito a casa: significa fare in modo che nessuna donna venga lasciata indietro, offrendo a ciascuna di loro la chiave concreta per prendersi cura della propria salute”.
A questo si aggiunge un'attenzione prioritaria rivolta all'inclusione e all'accesso facilitato per le donne con disabilità.
“Come Direzione del Servizio Screening Oncologici Provinciali – prosegue Palmonari -, in stretta sinergia con i Servizi del Centro Salute Donna di Ferrara, abbiamo strutturato percorsi inclusivi dedicati che traducono il valore dell'accoglienza in azioni concrete. La nostra priorità è che nessun ostacolo fisico o motorio possa precludere il diritto alla prevenzione. Per questo motivo, abbiamo attivato un duplice canale: da un lato, la possibilità di eseguire l'esame presso un consultorio attrezzato con un lettino ginecologico elettrificato, progettato per accogliere in piena sicurezza e comodità le donne con problemi motori; dall'altro, nei casi di maggiore complessità, l'offerta di un accesso domiciliare diretto, garantendo la presenza e la professionalità dell'ostetrica consultoriale direttamente a casa della paziente. Perché attraverso lo Screening la prevenzione diventa davvero reale solo quando sa farsi flessibile, ascoltando i bisogni di ciascuno e dimostrando che prendersi cura significa, prima di tutto, abbattere ogni barriera".
“IL CENTRO SALUTE DONNA - riferisce la dott.ssa Cristina Banzi, Specialista nella branca di Ginecologia e Ostetricia, attualmente Responsabile Organizzativo - gioca quindi un ruolo basilare nel percorso dello screening dei tumori della cervice uterina. La caratteristica della struttura Consultoriale è quella di essere presente capillarmente sul territorio (Ferrara, Argenta, Bondeno, Cento, Codigoro, Comacchio, Copparo, Portomaggiore e Mesola) offrendo gli strumenti per una adeguata sensibilizzazione alla prevenzione attraverso l’ascolto, la valutazione clinica personalizzata in base alla storia familiare (familiarità oncologica) e personale, fornendo quindi un corretto orientamento”.
LA PRESA IN CARICO ALL’ARCISPEDALE SANT’ANNA. L’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara garantisce la presa in carico delle pazienti con diagnosi o sospetto di tumore ginecologico attraverso un percorso assistenziale dedicato. I casi vengono valutati nell’ambito del Gruppo oncologico multidisciplinare, al quale partecipano ginecologi oncologi, oncologi medici, radioncologi, radiologi, medici nucleari e anatomopatologi con competenze specifiche in ambito ginecologico-oncologico. In relazione alle caratteristiche della malattia e alle necessità della singola paziente, il percorso può coinvolgere ulteriori figure professionali. La valutazione collegiale consente di definire il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato sulla base delle caratteristiche biologiche e cliniche della neoplasia, delle condizioni generali e delle esigenze della donna, favorendo la personalizzazione delle cure e la continuità tra le diverse fasi dell’assistenza.
L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dispone inoltre di un ambulatorio dedicato alla Ginecologia oncologica, che assicura la valutazione specialistica, la presa in carico e il successivo follow-up delle pazienti.
L’Ospedale di Cona rappresenta il centro provinciale di riferimento per il trattamento del tumore dell’endometrio, garantendo continuità tra diagnosi, trattamento chirurgico, eventuali terapie oncologiche o radioterapiche e successivo programma di sorveglianza. La gestione delle diverse neoplasie ginecologiche si inserisce inoltre nella rete oncologica regionale, favorendo la collaborazione tra strutture e l’accesso delle pazienti ai percorsi più appropriati in relazione alla complessità della patologia.
"La Giornata Mondiale dei Tumori Ginecologici – dichiara il dott. Fabrizio Corazza, Direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia Ospedale di Cento e Responsabile di Area ostetrico-ginecologica dipartimentale Provincia di Ferrara - è un'occasione preziosa per sensibilizzare tutte le donne sull'importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce. Siamo molto soddisfatti dell'alta adesione nella provincia di Ferrara, un dato che testimonia la consapevolezza e l'efficacia del programma. L'introduzione di nuove modalità come l'autoprelievo a domicilio e i percorsi facilitati ('friend facility') per le donne con disabilità rappresentano un passo fondamentale per garantire che ogni donna abbia reale possibilità di partecipare allo screening, superando barriere logistiche e fisiche. È la concretizzazione di un programma equo e accessibile, sostenuto da una solida rete di professionisti sul territorio. Il percorso comincia cosi dal territorio – prosegue Corazza - e dagli ospedali distrettuali con una vera e propria presa in carico della paziente attraverso la diagnostica del cervico-carcinoma, ma anche per le altre patologie oncologiche dell’apparato pelvico (come l’adenocarcinoma del corpo dell’utero, la tumefazione ovarica e la patologia vulvare). Con professionisti dedicati vengono discussi i casi dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare in una realtà che confluisce poi a livello centrale (HUB dell’ospedale di Cona) per lo step terapeutico medico e/o chirurgico”.
CONOSCERE I SINTOMI E LE POSSIBILITÀ DI PREVENZIONE. Il tumore dell’endometrio è la neoplasia ginecologica più frequente nei Paesi occidentali e si manifesta spesso attraverso perdite ematiche vaginali anomale, in particolare dopo la menopausa. La comparsa di questo sintomo richiede sempre una valutazione ginecologica tempestiva.
Il tumore dell’ovaio può invece presentarsi inizialmente con disturbi poco specifici, come gonfiore o dolore addominale persistente, senso precoce di sazietà e modificazioni delle abitudini intestinali o urinarie. Non essendo attualmente disponibile un programma di screening efficace per la popolazione generale, è particolarmente importante non sottovalutare sintomi nuovi, persistenti o in progressivo peggioramento.
Il tumore della cervice uterina può essere efficacemente prevenuto attraverso la vaccinazione contro il Papillomavirus umano (HPV) e la regolare adesione ai programmi organizzati di screening.
Più rare sono le neoplasie della vulva e della vagina. In questi casi, la presenza di prurito persistente, dolore, lesioni, alterazioni della cute o perdite ematiche anomale deve indurre a rivolgersi al medico.