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Il 14 e 15 settembre 2026, nell’Aula Magna del Nuovo Polo Didattico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, si terrà il “6th Advanced Residential Course in Neonatal Epilepsy – From Clinical Observation to Digital Twin and Precision Therapeutics”, corso avanzato dedicato alle più recenti prospettive nella diagnosi e nel trattamento dell’epilessia neonatale. L’appuntamento – che si apre il 14 settembre alle ore 10.00 e fino alle 18.15 e, il 15 settembre dalle ore 9.00 alle 17.00 - riunirà a Ferrara esperti e ricercatori italiani e internazionali per approfondire il passaggio dall’osservazione clinica a una medicina di precisione, capace di integrare genetica, dati clinici, attività elettrica cerebrale e modelli computazionali per individuare terapie sempre più mirate sul singolo neonato.
L’evento è organizzato dalla prof.ssa Agnese Suppiej, Direttrice della Pediatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, e dal prof. Raffaele Falsaperla, dell’Università degli Studi di Ferrara (entrambi responsabili scientifici del corso). Tra gli ospiti figurano Eli Mizrahi e Robert Clancy, autorevoli esponenti della scuola americana dell’epilettologia, che hanno contribuito allo sviluppo delle conoscenze e della ricerca nel campo dell’epilessia pediatrica.
L’epilessia neonatale è una complessa alterazione del funzionamento cerebrale che compare nelle primissime fasi della vita, quando il cervello è ancora in pieno sviluppo. Alla sua origine possono esserci cambiamenti genetici e molecolari capaci di interferire con la formazione e l’organizzazione delle reti nervose. Le cause possono tuttavia essere molto diverse tra loro e proprio questa variabilità rende particolarmente importante arrivare precocemente a una diagnosi quanto più possibile precisa.
Anche riconoscere le crisi epilettiche in un neonato può essere difficile: i segnali clinici possono essere lievi o poco evidenti e, in alcuni casi, l’attività epilettica rilevata attraverso l’EEG (elettroencefalogramma), l’esame che registra l’attività elettrica del cervello, può non essere accompagnata da manifestazioni visibili. Per questo la gestione di tali condizioni richiede un approccio multidisciplinare, in grado di mettere insieme informazioni e competenze cliniche, neurofisiologiche, genetiche e molecolari.
Negli ultimi dieci anni lo studio dell’epilessia neonatale è profondamente cambiato. All’osservazione dei sintomi si è progressivamente affiancata la possibilità di integrare informazioni genetiche, dati clinici e attività elettrica cerebrale, con l’obiettivo di comprendere i meccanismi responsabili delle crisi e identificare possibili bersagli terapeutici. A favorire questa evoluzione sono state innovazioni quali il sequenziamento genetico di nuova generazione, che consente di analizzare in maniera approfondita il patrimonio genetico, il monitoraggio EEG continuo nelle terapie intensive neonatali e lo sviluppo di modelli sperimentali e informatici attraverso i quali studiare gli effetti delle alterazioni molecolari.
L’obiettivo della medicina di precisione applicata all’epilessia neonatale è quindi individuare il prima possibile i meccanismi biologici alla base della malattia, così da orientare tempestivamente la scelta dei farmaci antiseizure, cioè i medicinali utilizzati per controllare e prevenire le crisi epilettiche, sulla base delle caratteristiche del singolo paziente.
In questo percorso si inserisce uno dei temi centrali del corso ferrarese: il “Digital Twin”, o gemello digitale del paziente. Si tratta di un modello computazionale individualizzato costruito integrando, in prospettiva, le informazioni biologiche e cliniche di ciascun neonato: patrimonio genetico, struttura e funzione delle proteine, attività delle cellule nervose e dinamiche cerebrali rilevate attraverso l’EEG. L’obiettivo di questi modelli virtuali è arrivare a riprodurre digitalmente alcuni aspetti dell’evoluzione della malattia. In futuro, i gemelli digitali potrebbero contribuire a prevedere la risposta ai farmaci e a simulare differenti strategie terapeutiche, fornendo ai professionisti ulteriori elementi per assumere decisioni più rapide e informate anche nel contesto della terapia intensiva neonatale. Si tratta di una prospettiva di ricerca e sviluppo e non di uno strumento già disponibile nella pratica clinica ordinaria.
“Nell’epilessia neonatale – dichiara la prof.ssa Suppiej – arrivare precocemente a comprendere la causa delle crisi è fondamentale per poter orientare le scelte terapeutiche. L’integrazione tra osservazione clinica, EEG, genetica e nuove tecnologie computazionali ci sta portando verso una medicina sempre più precisa e costruita sulle caratteristiche del singolo neonato. La prospettiva dei gemelli digitali rappresenta un ulteriore passo in questa direzione: poter integrare i diversi dati del paziente e simulare la possibile risposta ai trattamenti potrebbe, in futuro, aiutarci a scegliere prima e meglio la terapia più appropriata”.
“L’integrazione tra clinica, neurofisiologia, genetica e tecnologie computazionali – sottolinea il prof. Raffaele Falsaperla, epilettologo esperto di epilessia neonatale – rappresenta una delle frontiere più promettenti per comprendere l’epilessia neonatale e migliorare la cura dei piccoli pazienti”.
Il corso approfondirà dunque una visione dell’epilettologia neonatale che non si limita più alla descrizione e al controllo delle crisi, ma punta progressivamente verso un modello predittivo, personalizzato e orientato all’intervento precoce, nel quale la comprensione dei meccanismi biologici della malattia possa guidare la scelta della strategia terapeutica più appropriata per ciascun bambino.
Per informazioni: https://congressi.servizitalia.it/Home/NewCoursePage/6th-advanced-residential-course-in-neonatal-epilepsy