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Il 12 ottobre scorso hanno preso il via le vaccinazioni contro il COVID-19 e contro l'influenza stagionale. La campagna punta ad aumentare la copertura nelle persone ad alto rischio di tutte le età, per condizione patologica, fisiologica (come la gravidanza) o esposizione lavorativa, oltre naturalmente agli ultrasessantenni. Anche quest'anno il Ministero ha incluso tra i destinatari del vaccino gratuito i bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni. L'obiettivo è migliorare le coperture vaccinali nella popolazione generale, nel personale sanitario e nei bambini a rischio di complicanze per la presenza di patologie.
Per approfondire l'importanza della vaccinazione abbiamo intervistato alcuni professionisti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, impegnati in settori diversi. Con l'avvio della campagna torna infatti al centro dell'attenzione la prevenzione nelle categorie più vulnerabili, tra cui le donne in gravidanza, per la tutela sia della salute materna sia di quella del nascituro.
Il secondo colloquio è con Giuseppe Vizzielli, Professore Ordinario dell'Università di Ferrara e Direttore dell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.
Perché le vaccinazioni sono così importanti durante la gravidanza?
"La gravidanza è un periodo fisiologico della vita della donna, durante il quale si verificano importanti modificazioni immunologiche, cardiovascolari e respiratorie che possono aumentare il rischio di complicanze in caso di infezione. L'influenza, ad esempio, può causare forme respiratorie anche gravi, con un rischio maggiore di ospedalizzazione e possibili ripercussioni sull'andamento della gravidanza. La vaccinazione antinfluenzale è uno strumento di prevenzione sicuro ed efficace, ed è raccomandata in qualsiasi trimestre della gravidanza. Un aspetto fondamentale è che vaccinare una donna in gravidanza significa proteggere due persone contemporaneamente: la madre e il bambino. Gli anticorpi materni, infatti, attraversano la placenta e contribuiscono a proteggere il neonato nei primi mesi di vita, quando è più vulnerabile alle infezioni. La prevenzione vaccinale deve quindi essere considerata parte integrante dell'assistenza alla gravidanza, al pari dei controlli clinici, ecografici e degli altri interventi finalizzati alla tutela della salute materno-fetale".
E per quanto riguarda la vaccinazione contro il COVID-19?
"Anche la vaccinazione contro il COVID-19 mantiene un ruolo importante nella prevenzione delle forme gravi di malattia, soprattutto nelle persone più fragili. Le raccomandazioni ministeriali per la stagione 2026-2027 includono le donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre, e nel post-partum, comprese quelle che allattano. In questa fase della vita i benefici della protezione dalle forme gravi di infezione sono ancora più rilevanti. La vaccinazione antinfluenzale e quella contro il COVID-19 possono inoltre essere somministrate nella stessa seduta, secondo le indicazioni sanitarie. Il nostro obiettivo non è soltanto raccomandare una vaccinazione, ma fornire alle donne informazioni scientificamente corrette, rispondere ai loro dubbi e accompagnarle verso una scelta consapevole".
In che modo le vaccinazioni possono proteggere anche i familiari e, soprattutto, i neonati?
"La nascita di un bambino coinvolge l'intera famiglia, e la prevenzione delle infezioni dovrebbe essere una responsabilità condivisa. I neonati, soprattutto nei primi mesi di vita, hanno un sistema immunitario ancora immaturo e sono molto vulnerabili alle infezioni respiratorie. La vaccinazione dei genitori, dei nonni e delle persone che vivono a stretto contatto con il bambino, quando raccomandata, contribuisce a ridurre il rischio di infezione e di trasmissione. È importante ricordare anche la vaccinazione contro la pertosse, raccomandata in ogni gravidanza, preferibilmente tra la 27ª e la 36ª settimana, proprio per favorire il trasferimento degli anticorpi materni al bambino. Per la protezione del neonato dal virus respiratorio sinciziale (RSV), inoltre, sono oggi disponibili strategie specifiche, come l'immunizzazione con anticorpo monoclonale offerta ai nuovi nati. Proteggere un neonato significa iniziare a prendersene cura ancora prima della nascita, attraverso una prevenzione che coinvolga la madre, la famiglia e tutti i professionisti sanitari che la assistono".
Perché è importante che anche gli operatori sanitari aderiscano alle campagne vaccinali?
"Gli operatori sanitari hanno una duplice responsabilità: tutelare la propria salute e contribuire alla sicurezza delle persone che assistono. Questo principio assume un significato specifico in Ostetricia e Ginecologia, dove ogni giorno ci prendiamo cura di donne in gravidanza, puerpere e neonati, alcuni dei quali in condizioni di particolare fragilità. La vaccinazione riduce il rischio di malattia e di trasmissione delle infezioni negli ambienti assistenziali e favorisce la continuità delle attività sanitarie nei periodi di maggiore circolazione dei virus respiratori. Promuovere la prevenzione significa innanzitutto riconoscerne il valore e tradurlo nei nostri comportamenti quotidiani. La cultura della sicurezza delle cure passa anche attraverso questi gesti di responsabilità individuale e collettiva".
Quale messaggio desidera rivolgere alle donne in gravidanza e alle loro famiglie?
"Vorrei sottolineare un concetto semplice: la prevenzione è una delle forme più importanti di cura. La gravidanza è un momento privilegiato per promuovere la salute della donna e del futuro bambino, non soltanto attraverso la diagnosi e il trattamento delle eventuali complicanze, ma soprattutto attraverso interventi capaci di prevenirle. Come Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, intendiamo valorizzare sempre di più un modello assistenziale che integri prevenzione, informazione e accompagnamento della donna lungo tutto il Percorso Nascita. In questo processo ginecologi, ostetriche, neonatologi e tutti i professionisti coinvolti svolgono un ruolo fondamentale. Investire nella prevenzione significa investire nella salute delle donne, dei bambini e delle generazioni future".