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Si è concluso con grande partecipazione e un elevato profilo scientifico il Congresso Regionale della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV) sezione Emilia Romagna-Marche, in cui i professionisti della sanità ferrarese hanno rivestito un ruolo di primo piano. Si tratta di un importante appuntamento, svoltosi lo scorso 9 ottobre, presso l’Hotel Carlton a Ferrara e che ha acceso i riflettori sulle ultime frontiere nella diagnosi e nel trattamento delle patologie vascolari.


L' evento organizzato dalla dott.ssa Lisa Giusto, referente dell'Ambulatorio di Diagnostica Vascolare non Invasiva dell'Unità Operativa di Medicina Interna Ospedaliera 2 (diretta dal dott. Piergiorgio Gaudenzi), è stato caratterizzato dalla forte e sinergica partecipazione dei professionisti della realtà ferrarese, la cui collaborazione interdisciplinare ha rappresentato il vero valore aggiunto dell'evento. L'organizzazione e il coordinamento scientifico hanno infatti visto il coinvolgimento attivo delle eccellenze del nostro territorio appartenenti a differenti dipartimenti e scuole: Medicina Interna Universitaria, Chirurgia Vascolare e Endovascolare, Cardiologia e Radiologia Interventistica.


Il congresso si proponeva di offrire una panoramica aggiornata e critica sulle più rilevanti problematiche della patologia venosa e arteriosa, favorendo il confronto tra specialisti di diverse discipline e promuovendo un approccio integrato alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle malattie cardiovascolari.

La patologia arteriosa e la tromboembolica venosa rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità cardiovascolare, configurandosi come un ambito in continua evoluzione sia sul piano diagnostico che su quello terapeutico. L’introduzione di nuove evidenze scientifiche, l’affinamento delle tecniche interventistiche e chirurgiche, l’emergere di nuovi fattori di rischio e l’adozione di modelli assistenziali multidisciplinari rendono indispensabile un costante aggiornamento dei professionisti coinvolti nella gestione del paziente vascolare.


In apertura dell’evento è stato trattato il tema della prevenzione cardiovascolare secondo una prospettiva multidimensionale, accanto ai tradizionali fattori di rischio sono stati approfonditi i determinanti non lipidici della malattia cardiovascolare, il ruolo dell’alimentazione come strumento di prevenzione primaria e secondaria e il contributo della diabetologia nella protezione vascolare del paziente ad alto rischio. L’obiettivo è stato evidenziare come la prevenzione moderna richieda un approccio integrato che coinvolga differenti competenze professionali e tenga conto delle interazioni tra metabolismo, stile di vita e salute vascolare.

Interessante anche il focus sulla patologia cerebrovascolare e sulle sfide poste dalla gestione della stenosi carotidea nell’era della medicina personalizzata: l’identificazione del paziente realmente ad alto rischio rappresenta oggi uno degli aspetti più dibattuti della pratica clinica, inoltre particolare attenzione è stata riservata al Carotid Web, condizione sempre più riconosciuta come possibile causa di ictus ischemico criptogenetico, analizzata sia dal punto di vista clinico sia da quello chirurgico, favorendo una visione multidisciplinare del problema.

La sessione dedicata alle nuove frontiere della patologia arteriosa ha analizzato le differenze di genere nella Peripheral Artery Disease (PAD), il crescente riconoscimento della PAD come manifestazione sistemica di alterazioni metaboliche e il potenziale impatto delle nuove strategie terapeutiche ipolipemizzanti. Ampio spazio è stato inoltre riservato al confronto tra approcci chirurgici tradizionali ed endovascolari, con approfondimenti sulla gestione della dissezione aortica cronica e sulle tecniche avanzate di rivascolarizzazione dei vasi viscerali e renali nel trattamento degli aneurismi aortici complessi. 

L’ultima sessione è stata dedicata alle controversie e agli scenari attuali nel trattamento del tromboembolismo venoso (TEV), con particolare attenzione alle indicazioni contemporanee dei filtri cavali, ai loro limiti applicativi e alle possibili complicanze. Si è parlato inoltre delle situazioni cliniche complesse quali il TEV in gravidanza, la trombosi in pazienti con anomalie congenite del sistema venoso, la trombocitopenia indotta da eparina (HIT), gli aspetti fisiopatologici e terapeutici della sindrome post-trombotica e le più recenti evidenze sulla trombosi venosa superficiale, nonchè il ruolo dell’infiammazione e della disfunzione endoteliale nella malattia venosa cronica.

L’appuntamento ha visto anche la presenza della Direttrice Generale delle Aziende Sanitarie ferraresi, dott.ssa Nicoletta Natalini, che ha portato il suo saluto istituzionale all'intera platea di professionisti presenti.


"Desidero rivolgere un sincero e sentito ringraziamento alla nostra Direttrice Generale per aver voluto condividere con noi l'evento di questa giornata”, dichiara la dott.ssa Lisa Giusto, Presidente del Congresso. "La sua presenza e le sue parole di incoraggiamento testimoniano l'attenzione costante della Direzione verso la formazione continua, la ricerca scientifica e la crescita professionale del personale sanitario, elementi cardine per garantire cure di sempre maggiore qualità ai nostri pazienti."


L'ottima riuscita dell'iniziativa conferma il ruolo chiave dell’Azienda Ospedaliera e della rete assistenziale e accademica ferrarese, capace di fare squadra per promuovere un modello di presa in carico globale del paziente vascolare, in cui il confronto costante tra specialisti clinici, chirurgici e radiologici si traduce in percorsi di cura sempre più innovativi, mirati ed efficaci.

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Ultimo aggiornamento

26-10-2026 09:10

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