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In occasione della Giornata Mondiale dell'Osteoporosi, che si celebra martedì 20 ottobre 2026, le Aziende Sanitarie ferraresi richiamano l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce, della prevenzione delle fratture e della continuità delle cure per una patologia cronica che può compromettere significativamente la qualità della vita e l'autonomia delle persone. Al centro delle attività, il rafforzamento della collaborazione tra specialisti ospedalieri e territoriali, i percorsi dedicati ai pazienti più fragili e le iniziative di sensibilizzazione rivolte alla popolazione. Tra gli appuntamenti previsti, venerdì 23 ottobre, all'Ospedale di Cona, una giornata dedicata alla valutazione non invasiva della salute ossea attraverso la tecnologia REMS, con prestazioni prenotabili fino a esaurimento dei posti disponibili.

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata dalla riduzione della massa e dall'alterazione della qualità del tessuto osseo, che rendono le ossa più fragili e maggiormente esposte al rischio di fratture. Si tratta di una condizione spesso silenziosa, che può progredire senza sintomi evidenti fino alla comparsa di una frattura, anche in seguito a traumi di modesta entità. Le conseguenze possono interessare non soltanto la salute fisica, ma anche la mobilità, l'autonomia personale e la necessità di ricorrere a servizi sanitari e assistenziali. La fragilità ossea è un problema prioritario di sanità pubblica. In Italia, nel 2017, si sono verificate 560.000 fratture da fragilità, con un costo per il Servizio Sanitario Nazionale di 9,4 miliardi di euro, cifra destinata a crescere del 26% entro il 2030. Le conseguenze sono gravi: la mortalità a un anno dopo una frattura di femore varia tra il 12% e il 37%, un dato paragonabile a quello dell'ictus e superiore a quello dell'infarto del miocardio. Nonostante questi aspetti, la fragilità ossea è spesso sottodiagnosticata e non trattata adeguatamente.

Nel territorio ferrarese, caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione, assume particolare importanza un approccio multidisciplinare capace di identificare precocemente i soggetti a rischio, prevenire le cadute, riconoscere le forme secondarie di osteoporosi, legate ad altre malattie o a trattamenti farmacologici prolungati, e garantire percorsi terapeutici personalizzati.


L'ENDOCRINOLOGIA DEL SANT'ANNA E I PERCORSI PER I PAZIENTI A RISCHIO. Un ruolo centrale nella diagnosi e nel trattamento dell'osteoporosi è svolto dall'Unità Operativa di Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, diretta dalla prof.ssa Maria Chiara Zatelli - riconosciuta come Centro di Riferimento della SIOMMMS (Società Italiana dell'Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) e centro di riferimento regionale per la prescrizione dei farmaci antiosteoporotici. Dal 2025 l'Unità Operativa ha sviluppato un percorso per la gestione del rischio di frattura, con la presa in carico dei pazienti provenienti dai PDTA (Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali) della mammella, urologico e del carcinoma gastrico. A questi si aggiunge, in collaborazione con le Unità Operative di Geriatria e Ortopedia, il percorso dedicato ai pazienti con frattura di femore. L'obiettivo è individuare tempestivamente le persone maggiormente esposte al rischio di fratture e assicurare valutazioni e trattamenti adeguati alle diverse condizioni cliniche. Per i casi complessi e per le forme di osteoporosi secondaria è inoltre attivo un servizio di Day Service e Day Hospital, che permette di effettuare terapie infusionali e controlli clinici in un ambiente assistito; la referente in questo ambito è la prof.ssa Maria Rosario Ambrosio. Questo modello consente di seguire nel tempo i pazienti, favorire la corretta prosecuzione delle terapie e ridurre il rischio di complicanze.

Tra le risorse diagnostiche disponibili figura anche la tecnologia REMS (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry), introdotta nell'Unità Operativa da circa due anni. Si tratta di una metodica che consente di valutare la densità e la qualità ossea attraverso una semplice scansione ecografica delle vertebre lombari e del femore prossimale, senza esposizione a radiazioni ionizzanti. L'Endocrinologia è inoltre impegnata in attività formative e divulgative rivolte sia ai professionisti sanitari sia ai pazienti, realizzate anche con la collaborazione dei Medici di Assistenza Primaria. In questo ambito si colloca il progetto “Ossa in Rete”, finalizzato a rafforzare il collegamento tra ospedale e territorio, diffondere informazioni sulla patologia e facilitare la conoscenza dei percorsi diagnostici e terapeutici disponibili.

In occasione della Giornata Mondiale, in collaborazione con FEDIOS (Federazione Italiana Osteoporosi e Malattie dello Scheletro), è prevista la distribuzione del questionario “Verifica del rischio di osteoporosi”, i cui risultati potranno contribuire a individuare fattori di rischio e orientare le persone verso un successivo colloquio di approfondimento. Verranno inoltre messi a disposizione i materiali informativi “5 passi” per la salute ossea e le informazioni relative al nuovo servizio OSTEOBUDDY.

Venerdì 23 ottobre 2026, l'Unità Operativa metterà a disposizione una giornata dedicata alla valutazione non invasiva della massa ossea mediante REMS. Le prestazioni si svolgeranno presso l'ambulatorio 13, settore 1E1 dell'Ospedale di Cona, dalle ore 8.30 alle 16.30. La prenotazione è possibile, fino a esaurimento dei posti disponibili, scrivendo all'indirizzo di posta elettronica uoendosegr@ospfe.it.


LA RETE TERRITORIALE DELL'AUSL DI FERRARA E LA COLLABORAZIONE TRA SPECIALISTI PER L'OSTEOPOROSI. Accanto alle attività ospedaliere, l'Azienda USL di Ferrara consolida il proprio servizio di specialistica territoriale dedicato all'osteoporosi, attraverso una rete di professionisti che intervengono in base alle caratteristiche cliniche e alle specifiche necessità dei pazienti. Grazie a una presenza capillare sul territorio, l'attività di presa in carico riesce a rispondere efficacemente ai bisogni della popolazione ferrarese: la maggior parte delle richieste di visite per osteoporosi da parte della Medicina di base vengono infatti gestite direttamente dagli ambulatori territoriali, dove vengono effettuate le prescrizioni per farmaci osteoporotici di I° e II° livello e il successivo follow-up del paziente.

Il percorso coinvolge in modo sinergico diverse specialità, permettendo di affrontare una patologia che può presentare cause e manifestazioni differenti e che richiede, soprattutto nei casi più complessi, una valutazione articolata:

  • Reumatologia, con la responsabile di branca dott.ssa Ilaria Farina;
  • Endocrinologia, con la responsabile di branca dott.ssa Mariella Minoia;
  • Ginecologia, con la referente dott.ssa Maria Carla Onofri e la responsabile di branca dott.ssa Francesca Calzolari.

Il vero valore aggiunto di questo servizio territoriale risiede nella forte integrazione con le altre realtà sanitarie locali. Questa continuità assistenziale è garantita da tre pilastri fondamentali:

  • Gestione dei casi complessi: è attiva una stretta collaborazione con l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara per la gestione delle forme complesse di osteoporosi, per i pazienti che non rispondono adeguatamente ai trattamenti tradizionali e per coloro che necessitano di specifiche terapie somministrate per via endovenosa.
  • Diagnostica avanzata: la specialistica territoriale opera in costante sinergia con la Radiologia ospedaliera per l'esecuzione della MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata). Questo esame, comunemente indicato come densitometria ossea, è un tassello cardine sia per la diagnosi precoce della malattia sia per il monitoraggio della sua evoluzione nel tempo.
  • Prevenzione delle complicanze: grazie alla collaborazione con l'Odontoiatria provinciale dell'AUSL di Ferrara, guidata dal Prof. Leonardo Trombelli, viene assicurato un percorso dedicato alla prevenzione e alla gestione delle potenziali complicanze odontoiatriche legate ad alcuni trattamenti farmacologici per l'osteoporosi.

Attraverso questo modello organizzativo, l’AUSL di Ferrara conferma il proprio impegno nel garantire ai cittadini percorsi di cura di prossimità, sicuri e supportati dalle migliori competenze specialistiche.


IL RUOLO DELL'ORTOPEDIA NELLA PREVENZIONE DELLE FRATTURE. Tra le principali conseguenze dell'osteoporosi figurano le fratture da fragilità, che possono interessare soprattutto femore, vertebre e polso, ma anche altre sedi, come l'omero prossimale e la caviglia. Il loro trattamento rappresenta una componente importante dell'attività dell'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale Sant'Anna, diretta dal prof. Leo Massari.

“Non c’è un singolo specialista di riferimento per l’osteoporosi - mette in evidenza il professore. “Essendo una patologia cronica e degenerativa delle ossa, può infatti coinvolgere più figure mediche, come il reumatologo, l’endocrinologo, l’ortopedico ma anche il fisiatra, il radiologo, il fisioterapista, ecc. L'ortopedico è fondamentale per l'osteoporosi perché si occupa delle fratture da fragilità, che sono la conseguenza principale della malattia. Interviene chirurgicamente per trattare le fratture (come quelle del femore, del polso o vertebrali) e può scegliere la tecnica migliore in base alla fragilità dell’osso. Sono in aumento anche altre tipologie di fratture correlate al quadro di Osteoporosi dei pazienti, come le fratture dell’omero prossimale e le fratture a livello della caviglia (fratture malleolari)”.

L'attività ortopedica non si limita al trattamento chirurgico, ma comprende anche l'identificazione dei pazienti a rischio di una prima frattura o di una successiva rifrattura. Attraverso l'ambulatorio divisionale e il Pronto Soccorso Traumatologico-Ortopedico vengono individuate le situazioni che richiedono approfondimenti diagnostici e l'eventuale avvio tempestivo di una terapia personalizzata. La valutazione delle condizioni dell'osso prima di un intervento ortopedico può contribuire alla scelta della tecnica chirurgica più appropriata e alla riduzione delle complicanze postoperatorie e del rischio di ulteriori operazioni. La presa in carico prosegue durante il ricovero e dopo la dimissione, attraverso indicazioni terapeutiche e controlli finalizzati a migliorare la salute delle ossa. Nel percorso assistenziale rientra anche la gestione dei pazienti con frattura di femore, per i quali è previsto, quando clinicamente indicato e secondo il relativo PDTA, l'avvio durante il ricovero di una terapia antiriassorbitiva, cioè finalizzata a ridurre la perdita di tessuto osseo, insieme all'eventuale integrazione di calcio e vitamina D. L'Unità Operativa ha inoltre sviluppato, a partire dal 2018, un ambulatorio divisionale di secondo livello dedicato alle fratture da fragilità, con particolare attenzione ai pazienti maggiormente esposti al rischio di nuovi eventi. Il percorso prevede trattamenti per migliorare la salute ossea per un periodo minimo di sei mesi, in relazione alle condizioni cliniche e alle indicazioni terapeutiche, e il monitoraggio del metabolismo osseo. La referente dell'Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia per questo ambito è la dott.ssa Tatiana Tommasin.


OSTEOPOROSI E SALUTE ORALE, LA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE. Un aspetto importante nella gestione dell'osteoporosi riguarda la salute del cavo orale, soprattutto nei pazienti che assumono farmaci antiriassorbitivi. Alcuni di questi trattamenti possono infatti essere associati, seppure raramente, a una complicanza denominata osteonecrosi dei mascellari, caratterizzata da un'alterazione del tessuto osseo della mandibola o della mascella. Per prevenire e gestire queste situazioni è attiva una collaborazione tra gli specialisti che si occupano di osteoporosi e l'Unità Operativa di Odontoiatria Provinciale dell'AUSL di Ferrara, diretta dal prof. Leonardo Trombelli.

“Nei pazienti in terapia per l’osteoporosi - dichiara il professore - il rischio di osteonecrosi dei mascellari associata ai farmaci antiriassorbitivi è estremamente basso. È quindi fondamentale evitare l’interruzione autonoma delle terapie: le estrazioni dentarie e la chirurgia orale non sono controindicate in modo assoluto, purché siano eseguite secondo protocolli appropriati, con tecniche minimamente invasive e un rigoroso controllo igienico domiciliare e professionale”.

Il messaggio centrale è che la prevenzione odontoiatrica e la corretta gestione delle terapie devono procedere insieme, evitando che il timore di possibili effetti indesiderati porti i pazienti a sospendere autonomamente farmaci necessari per ridurre il rischio di fratture.

“La prevenzione - aggiunge la dott.ssa Renata Vecchiatini, Responsabile dei percorsi odontoiatrici dei pazienti in terapia con farmaci anti riassorbitivi dell’Unità Operativa di Odontoiatria Provinciale - rappresenta il principale fattore di protezione. Una corretta igiene orale, il controllo della placca e il trattamento della parodontite, pianificati prima e durante la terapia antiriassorbitiva, consentono di ridurre al minimo il rischio di complicanze e di preservare la salute orale, senza esporre il paziente al ben più rilevante rischio di fratture derivante da una sospensione ingiustificata dei farmaci”.

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Ultimo aggiornamento

16-10-2026 12:10

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