Carcinoma della prostata
Il carcinoma della prostata è un tipo di tumore che si sviluppa a carico della prostata, una ghiandola dell'apparato genitale maschile.
La frequenza del carcinoma prostatico nel mondo è largamente variabile. È meno comune nell'Asia meridionale ed orientale, più comune in Europa, con ampie differenze tra Paese e Paese, e ancora più comune negli Stati Uniti.
Il tumore della prostata si sviluppa più frequentemente negli ultra cinquantenni; è oggi fra le neoplasie più comunemente diagnosticate, costituendo il 20% circa di tutti i tumori di nuova diagnosi. L'incidenza della neoplasia prostatica in Italia è di circa 11.000 nuovi casi all'anno con una mortalità annua di 6300 casi corrispondente ad una mortalità del 23,2/100.000 abitanti. Anche in Italia, come nel resto dei paesi occidentali, la neoplasia prostatica si colloca così attualmente al secondo posto tra le cause di morte neoplastica nel sesso maschile dopo il tumore del polmone (dati INT - Aviano).
Un tumore della prostata in fase precoce di solito non dà luogo a sintomi. Spesso viene diagnosticato in seguito al riscontro di un livello elevato di PSA durante un controllo di routine. Talvolta, tuttavia, il carcinoma causa dei problemi, spesso simili a quelli che intervengono nell'ipertrofia prostatica benigna; essi includono pollachiuria, nicturia, difficoltà ad iniziare la minzione ed a mantenere un getto costante, ematuria, stranguria. Può anche causare problemi nella funzione sessuale, come difficoltà a raggiungere l'erezione ed eiaculazione dolorosa.
In stadio avanzato può causare sintomi addizionali quando si diffonde ad altre parti del corpo. Il sintomo più comune è il dolore osseo, spesso localizzato alle vertebre, alla pelvi o alle costole, e causato da metastasi in queste sedi.
Le cause specifiche di tumore della prostata sono sconosciute. Il rischio che un uomo sviluppi il tumore è correlato all'età, alla genetica, alla razza, alla dieta, allo stile di vita, all'assunzione di farmaci e ad altri fattori. Il fattore primario di rischio è l'età. Il tumore della prostata è raro negli uomini al di sotto dei 45 anni, ma diventa più comune con l'avanzare dell'età. L'età media al momento della diagnosi è di 70 anni. Gli uomini con un fratello od un padre colpiti dal tumore corrono un rischio doppio del normale di svilupparlo anch'essi.
Lo screening oncologico è un metodo per scoprire tumori non diagnosticati. Le scelte diagnostiche di screening nel caso del tumore della prostata comprendono l'esplorazione rettale e il dosaggio del PSA.
Quando si sospetta un tumore prostatico, o un esame di screening è indicativo di un rischio aumentato, si prospetta una valutazione più invasiva. L'unico esame in grado di confermare pienamente la diagnosi è la biopsia prostatica ().
Una parte importante della valutazione diagnostica è la stadiazione, ossia il determinare le strutture e gli organi interessati dal tumore. Determinare lo stadio aiuta a definire la prognosi e a selezionare le terapie.
La terapia del carcinoma prostatico può comprendere: l'osservazione in assenza di trattamento, la chirurgia, la radioterapia, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU), la chemioterapia, la criochirurgia, la terapia ormonale, o una combinazione di queste. La scelta dell'opzione migliore dipende dallo stadio della malattia, dalla differenziazione istologica che si ottiene con la biopsia prostatica (Gleason e Gleason score) e dai livelli di PSA. Altri fattori importanti sono l'età del paziente, il suo stato generale, e il suo pensiero riguardo la terapia proposta e gli eventuali effetti collaterali. Poiché tutte le terapie possono indurre significativi effetti collaterali, come le disfunzione erettile e l'incontinenza urinaria, discutere col paziente circa la possibile terapia spesso aiuta a bilanciare gli obiettivi terapeutici coi rischi di alterazione dello stile di vita.
Che terapia intraprendere?
Definito lo stadio della malattia si pone la scelta del trattamento. Attualmente esistono un ampio ventaglio d'opzioni terapeutiche nella cura del tumore della prostata, e la scelta della tecnica ritenuta "migliore" per il singolo paziente non è standardizzabile e deve tener conto di numerosi fattori. In generale possiamo dire che gli elementi di valutazione sono l'età del paziente, l'estensione della malattia e le eventuali patologie concomitanti.
Per i tumori localmente confinati è sicuramente auspicabile un trattamento con intento radicale.
Attualmente il gold standard terapeutico per il carcinoma prostatico organo-confnato è rappresentato dalla chirurgia e/o dalla radioterapia.
L'intervento chirurgico radicale è la Prostatectomia Radicale per via retropubica o perineale.
Da pochi anni è stata proposta la possibilità di eseguire una Prostatectomia radicale per via laparoscopica.




