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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Diagnosi Istologica

Diagnosi istologica
Colon - Retto


Il medico specialista che riceve questa diagnosi deciderà, in base agli altri elementi diagnostici in suo possesso, quale eventuale ulteriore provvedimento assumere nel Suo caso.

1. Polipo iperplastico
E’ una lesione molto frequente, in genere di dimensioni attorno a 5 mm, singola o multipla, benigna senza significato preneoplastico. E’ dovuta ad una crescita cellulare in eccesso (iperplasia) dei componenti ghiandolari dello strato più interno della parete colica (mucosa), e può presentare diviersi aspetti osservati dall’anatomopatologo ed anche dal biologo molecolare (Polipo iperplastico a cellule caliciformi /microvescicolare/povero di muco/misto) senza che questo ne modifichi il comportamento clinico.
Il quadro definito una volta “Poliposi iperplastica” viene oggi denominato “Poliposi serrata” (vedi) in quanto non si tratta di polipi iperplastici ma di adenomi serrati (vedi).

2. Polipo (amartomatoso) giovanile
E’ una neoformazione non frequente che si osserva soprattutto in età infantile, dovuta alla proliferazione in eccesso di alcuni componenti dello strato più interno della parete colica (mucosa).
Quando sporadico (solitario) è una neoformazione benigna esente da rischio evolutivo; molto raramente multiplo e famigliare (Poliposi giovanile, vedi).

3. Polipo (amartomatoso) di Peuts-Jeghers
E’ una neoformazione non frequente, dovuta alla proliferazione in eccesso di alcuni componenti dello strato più interno della parete colica, ma che può comparire anche in altri tratti dell’intestino.
Quando sporadico (solitario) è una neoformazione benigna esente da rischio evolutivo; molto raramente multiplo e famigliare (Poliposi /Sindrome di Peutz-Jeghers, vedi).

4. Polipo (pseudopolipo) infiammatorio
E’ una neoformazione infiammatoria reattiva a lesioni che hanno prodotta una ulcerazione della parete colica, benigna, ed in quanto tale senza alcun potenziale evolutivo.

5. Poliposi: Adenomatosa Famigliare, Giovanile, di Peutz-Jeghers, Serrata
Sono malattie rare che si manifestano in età giovanile, dovute a difetti genetici ereditari, che comportano l’insorgenza di un numero elevato di neoformazioni intestinali con aumento anche molto significativo del rischio di sviluppare un carcinoma intestinale ed anche neoplasie extraintestinali.

6. Adenoma tubulare, tubulo-villoso, villoso, serrato
E’ una patologia piuttosto frequente con significato preneoplastico, consistente in neoformazioni che vengono ricosciute per lo più come polipi singoli o multipli dallo specialista endoscopista, che li asporta sia a scopo diagnostico inviandoli all’anatomopatologo per l’esame istopatologico, sia a scopo preventivo e terapeutico in quanto l’asportazione ne previene la possibile ulteriore evoluzione.
Quando sporadico (solitario) od in piccolo numero ha comportamento clinico benigno; quando molto numerosi configurano il quadro della “Poliposi adenomatosa”, (vedi ).
Il rischio di trasformazione neoplastica in carcinoma è direttamente proporzionale al numero degli adenomi, alla dimensione di ciascun adenoma (diventa significativo oltre 1 cm di diametro) ed all’aspetto istologico rilevato dall’anatomopatologo: l’adenoma tubulare presenta il minor rischio, l’adenoma villoso il maggior rischio, l’ adenoma tubulo-villoso un rischio intermedio; la componente villosa è tanto più frequente quanto più grande è l’adenoma.
Il termine qualificativo serrato identifica varietà più rare di adenoma (tipo sessile e tipo tradizionale) che presentano peculiari aspetti sotto il microscopio dell’anatomopatologo, oltre che molecolari.
Talora per dettagliare maggiormente il rischio evolutivo degli adenomi l’anatomopatologo indica la presenza e l’entità di displasia (vedi).
La dimensione, il tipo istologico e la displasia che connotano il cosiddetto “adenoma avanzato” concorrono nell’identificare e quantificare il rischio di un carcinoma concomitante o successivo, per programmare la conseguente condotta della sorveglianza secondo le indicazioni dello specialista endoscopista-gastroenterologo.
Lo screening mediante la ricerca del sangue occulto nelle feci si propone quindi l’identificazione e la rimozione di queste formazioni quando ancora di piccole dimensioni e con scarsa od assente componente villosa e senza displasia, prevenendone l’evoluzione in tumore maligno.

7. Displasia ghiandolare, basso/alto grado
E’ un precursore (lesione preneoplastica) del carcinoma; la definizione alto/basso grado si riferisce alle caratteristiche citologiche ed al rischio evolutivo. Può comparire negli adenomi, ma anche nel corso di altre condizioni, come le malattie infiammatorie croniche del colon-retto. Se diagnosticata dall’anatomopatologo su biopsia di una lesione più grande non completamente asportata può essere concomitante ad un carcinoma già presente e quindi può rappresentare una indicazione per ulteriori accertamenti.

8. Adenocarcinoma infiltrante
E’ uno dei tumori più frequenti in entrambi i sessi, che invade la parete intestinale e che potenzialmente può essersi disseminato e aver prodotto metastasi in altre parti del corpo. In questo caso si deve procedere a valutare gli altri organi (procedura detta stadiazione TNM - vedi) cominciando dai linfonodi asportati assieme al tumore.

9. Adenocarcinoma infiltrante NAS, mucinoso, midollare, serrato, a cellule castonate, micropapillare, adenosquamoso
La classificazione istologica dei carcinomi infiltranti del colon-retto elenca più di dieci diversi tipi di tumore, oltre a quello convenzionale (definito NAS: Non Altrimenti Specificato) che è il più frequente. Gli altri istotipi si associano a variazioni del decorso e della prognosi oltre che a differenze morfologiche e molecolari.

10. Adenocarcinoma intramucoso
E’ una neoplasia con caratteristiche istopatologiche della malignità, ma che – essendo limitata allo strato più interno della parete intestinale (mucosa) - non può essersi disseminata e aver prodotto metastasi in altre parti del corpo quando completamente asportata, e quindi ha un decorso clinico benigno.

11. Grado di differenziazione
Definisce la probabile aggressività del carcinoma che viene valutata - solo per l’Adenocarcinoma NAS - al microscopio dall’anatomopatologo usando criteri standardizzati. Si distinguono 4 gradi: bene, moderatamente, scarsamente differenziato e indifferenziato, che talora si raggruppano in 2 gradi rispettivamente basso e alto grado, con progressivo peggioramento prognostico.

12. Stadiazione TNM
La prognosi probabile e la scelta dell’eventuale trattamento oncologico si basano sulla stadiazione che significa misurazione della estensione del tumore nell’intestino e negli altri organi sede di possibili metastasi; tra questi all’inizio i più importanti sono i linfonodi asportati insieme al tumore. L’anatomopatologo interviene nella stadiazione dopo l’asportazione del tumore e dei linfonodi con procedure standardizzate, contribuendo;
a) valutazione della penetrazione del tumore infiltrante nella parete intestinale e dei rapporti che contrae con le strutture vicine (livello di infiltrazione, codificato nella sigla pT da 0 a 4, maggiore è il numero più esteso è il tumore);
b) assenza, presenza e numero di eventuali metastasi linfonodali (situazione codificata con la sigla pN da 0 a 2 con sottoclassi specificate con lettere alfabetiche, maggiore è il numero più numerosi sono i linfonodi metastatici).
I valori di pT e pN diagnosticati dall’anatomopatologo forniscono la base per la definizione dello stadio TNM (da 0 a 4 con progressivo peggioramento prognostico) di ciascun singolo paziente, stadio che si ottiene con la diversa combinazione dei vari valori di pT e pN, oltre che con altri elementi in possesso del medico specialista che riceve questa diagnosi, e che potrà anche spiegarLe come lo stadio influenzi la Sua prognosi.

13. Grado di Dukes
E’ una valutazione ancora usata, anche se ormai superata e sostituita dalla Stadiazione TNM (vedi), della estensione dei tumori maligni del colon-retto e quindi della prognosi, che dipende dalla profondità di penetrazione del tumore nella parete intestinale e dalla assenza o presenza di metastasi linfonodali rilevate dall’anatomopatologo dopo asportazione. Prevede tre gradi – A,B,C - con signficato peggiorativo progressivo (Dukes è il nome dell’autore che lo ha messo a punto).

14. Invasione delle vene extramurali
Definita anche come Carcinosi endovasale, significa che le cellule tumorali sono entrate nei vasi ematici circostanti il tumore. Questo comporta una maggiore propensione alla disseminazione (metastasi).

15. Margini/Anelli di resezione
Per evitare le recidive locali è importante che tutto il tumore venga completamente asportato; per cui lo specialista anatomopatologo valuta i margini del tratto intestinale asportato dalla resezione chirurgica e gli anelli di quello ricostruito, per definirne lo stato.

creato da Pedriali Massimo pubblicato il 16/03/2011 14:42, ultima modifica 29/09/2011 11:18

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