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Ferrara, 11 maggio 2021

MERCOLEDI’ 12 MAGGIO E’ LA GIORNATA MONDIALE DELLA FIBROMIALGIA. IL RUOLO DELLA REUMATOLOGIA DI FERRARA

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Mercoledì 12 maggio è la Giornata Mondiale della Fibromialgia, una condizione clinica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, spesso associata a stanchezza, disturbi del sonno, problemi cognitivi (es. di attenzione, di memoria), problemi psichici (es. ansia, depressione), e ad un ampio insieme di sintomi somatici e neurovegetativi che possono avere un rilevante impatto sulla qualità di vita dei pazienti.

LA REUMATOLOGIA DI FERRARA. Da oltre un anno presso la rete specialistica territoriale provinciale di reumatologia sono state istituite delle ore di attività ambulatoriale specificamente dedicate ai pazienti con fibromialgia che possono essere agevolmente inviati dai medici di medicina generale mediante semplice prenotazione al CUP. Con la stessa modalità il paziente può essere inviato per una prima visita anche presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna (diretta dal prof. Marcello Govoni) con prenotazione a CUP per appuntamento presso l’ambulatorio 16 - Quesito Diagnostico: prima visita reumatologica – tel. 800.532.000.

L’invio a visita specialista reumatologica è indicato nei pazienti nei quali è necessaria una conferma diagnostica o nei casi che non rispondono in modo adeguato alla terapia.

 

IL LAVORO IN REGIONE. Nel 2018 un gruppo tecnico multidisciplinare di esperti istituito dalla Regione Emilia Romagna, dopo quasi due anni di lavoro, ha prodotto un documento intitolato : “Linee di indirizzo per la diagnosi ed il trattamento della fibromialgia” reperibile sul sito web http://salute.regione.emilia-romagna.it/ , frutto del consenso tra professionisti di diverse discipline, dell’esperienza quotidiana sul campo e dell’analisi delle più aggiornate evidenze disponibili nella letteratura internazionale e sulle principali Linee Guida e raccomandazioni specifiche sul trattamento della fibromialgia. Obiettivo di questo sforzo congiunto è stato quello di promuovere una maggiore omogeneità e coerenza nell’approccio diagnostico e terapeutico alla malattia rappresentando un primo passo verso la realizzazione di un percorso appropriato di presa in carico integrata della fibromialgia da implementare in tutti i territori della regione.

 

LA MALATTIA. La fibromialgia è una condizione clinica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, spesso associata a stanchezza, disturbi del sonno, problemi cognitivi (es. di attenzione, di memoria), problemi psichici (es. ansia, depressione), e ad un ampio insieme di sintomi somatici e neurovegetativi che possono avere un rilevante impatto sulla qualità di vita dei pazienti. Sebbene ancora non siano state pienamente delucidate le cause ed i meccanismi che portano allo sviluppo della fibromialgia, vi è consenso nel ritenere questa condizione come il risultato di una dis-regolazione nei meccanismi di controllo del dolore e della sua amplificazione da parte del sistema nervoso centrale. Nonostante la presenza di dolore in corrispondenza dei tessuti molli, muscoli, legamenti e tendini, la fibromialgia si caratterizza per l’assenza di infiammazione.  Si distingue una forma primaria di fibromialgia ed una associata ad altre condizioni. La fibromialgia è più frequente nelle donne rispetto agli uomini, e può svilupparsi a qualsiasi età. A livello internazionale si stima che la prevalenza sia compresa tra il 2-3% e l’8% e l’incidenza tra 7-11 casi annui per 1.000 persone. A livello nazionale, sono disponibili diverse stime sulla prevalenza della fibromialgia con valori che variano tra 1.1 e 3.7 % della popolazione generale.

 

LA DIAGNOSI. La diagnosi è essenzialmente clinica e si basa su sintomi caratteristici, alcuni specifici criteri e sull’esclusione di altre malattie, mediante un’anamnesi ed una visita medica accurate ed un set molto limitato di esami di laboratorio.

Per la formulazione di una diagnosi di fibromialgia devono essere soddisfatti contemporaneamente i seguenti 3 criteri:

1. dolore diffuso in specifiche aree e regioni del corpo;

2. presenza di sintomi caratteristici (astenia, sonno non ristoratore, problemi cognitivi, emicrania, dolore / crampi addominali, depressione) che compromettono la vita quotidiana;

3. durata della sintomatologia pari ad almeno 3 mesi.

Per una persona affetta da fibromialgia trascorrono in media più di 2 anni prima della diagnosi, dopo almeno 3 differenti visite specialistiche e diversi esami.

 

IL TRATTAMENTO. Il trattamento della fibromialgia è finalizzato principalmente a ridurre o attenuare la gravità dei sintomi caratteristici (dolore cronico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno, sintomi cognitivi) ed a migliorare la qualità della vita dei pazienti.

A fronte della variegata costellazione di sintomi che la caratterizzano l’approccio terapeutico non può che essere multidisciplinare e basato su un programma individualizzato di cura che includa diverse tipologie di interventi, farmacologici e non farmacologici.

Secondo le più recenti (2017) raccomandazioni internazionali dell’EULAR (European League Against Rheumatism) l’approccio dovrebbe essere graduale prevedendo nell’ordine: l’educazione del paziente; l’integrazione con trattamenti non farmacologici (in primis attività fisica) e, se insufficiente, l’integrazione con il trattamento farmacologico. Nel citato documento regionale è riportata un estesa disamina delle varie opzioni terapeutiche (farmacologiche e non) attualmente disponibili.

Per ulteriori informazioni sulla fibromialgia e sui possibili percorsi di cura fruibili nel territorio regionale in ambito termale si può contattare l’Associazione dei Malati Reumatici dell’Emilia Romagna (AMRER).

creato da Valentina Tomasi pubblicato il 11/05/2021 13:56, ultima modifica 11/05/2021 13:56

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