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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara, 1 giugno 2017

IN RIFERIMENTO AL CASO M.B.

archiviato sotto:
In merito alla notizia apparsa sui media relativa al caso del signor M.B., si precisa quanto segue.

LA SEGNALAZIONE ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA. L’Azienda Ospedaliero-Universitaria, a seguito di decesso per qualsiasi evento sentinella, procede alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria del caso, come avvenuto – nello specifico – per il sig. M.B.

La segnalazione è stata doverosamente effettuata da questa azienda, in quanto luogo dove è avvenuto il decesso, pur rilevandosi che prima del ricovero presso il reparto dove è stata effettuata la diagnosi di legionellosi polmonare, il paziente ha soggiornato in diversi altri luoghi di cura e presso il suo domicilio.

ALCUNI DATI. In Europa il 74% dei casi è acquisito in comunità. Il 26% dei casi riferisce un’esposizione a rischio nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi, di cui il 4% durante ricovero ospedaliero. Per quanto riguarda gli ospedali, studi recenti ne indicano la colonizzazione della rete idrica in una percentuale variabile dal 12 all'83%.

In Italia, l’83% dei casi è di origine comunitaria. Il 17% dei casi riferisce un’esposizione a rischio nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi, di cui il 4,1% durante ricovero in ospedale.

In EMILIA-ROMAGNA (Assessorato Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna) dei 1.133 casi rilevati in Regione negli ultimi 10 anni (periodo 2005-2014), il 67,8% sono risultati di origine comunitaria, 12,2% associati a viaggi e i casi nosocomiali accertati sono stati 25 (2,2%).

Sulla base dei dati sulla diffusione del batterio, e dei metodi previsti in letteratura per la lotta a tale diffusione, sono state elaborate a livello nazionale e regionale linee guida a cui attenersi per la gestione delle problematiche connesse a tale diffusione. Di seguito l’illustrazione della declinazione delle stesse nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.

PIANO DI VALUTAZIONE RISCHI SANITARI. Al fine di garantire il mantenimento, nel tempo, dei requisiti di potabilità e di sicurezza igienica e proteggere la salute umana (pazienti, operatori, visitatori) dagli effetti negativi derivanti da un’eventuale contaminazione, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara ha predisposto un Piano di Valutazione e gestione dei rischi sanitari associati all’utilizzo dell’acqua potabile fornita dal sistema di distribuzione interno (WATER SAFETY PLAN).

I metodi adottati all’ospedale di Cona per il controllo della Legionella sono diversi ed integrati:

- mantenimento costante della temperatura al di sotto dei 20°C e al di sopra di 50°C rispettivamente per acqua fredda e calda;

- flussaggio e disincrostazione settimanale;

- disinfezione con biossido di cloro in continuo;

- ultrafiltrazione nel punto di ingresso;

- filtrazione nel punto di utilizzo (rubinetti).

In questo quadro il fulcro del sistema è rappresentato dalla disinfezione in continuo garantita dall’impianto a biossido di cloro. Tale sistema è utilizzato negli acquedotti ed è applicato in molte realtà, in particolare sanitarie.

L’applicazione di filtri assoluti ai terminali (rubinetti) è parte integrante della strategia di lotta al batterio. Nell’ospedale di Cona questi filtri sono presenti dall’apertura della struttura in aree dove sono ricoverati pazienti ad alto rischio o eseguite procedure ad alto rischio, secondo le rispettive definizioni contenute nella DGR 1115/2008. Tale presenza è continua e indipendente dai valori di contaminazione rilevati. In altre parole, anche in caso di assenza assoluta di carica microbica, essi non verrebbero tolti.

Al S. Anna l’analisi del rischio è stata condotta osservando i seguenti 4 macro-ambiti, per i quali sono stati individuati i fattori di rischio specifici e definiti gli interventi preventivi e correttivi, in caso di criticità:

- fattori ambientali e impiantistici: limpianto di distribuzione idrica è suddiviso in 6 sottocentrali, ciascuna dotata di una pompa a circuito chiuso produttrice di biossido di cloro;

- mappatura procedure assistenziali a rischio;

- valutazione del rischio per gli operatori dell’Azienda;

- classificazione delle aree ospedaliere per livello di rischio.

Tutte le informazioni e di dati relativi ai controlli sulla rete idrica sono pubblicate ed aggiornate sul sito dell’Azienda cui si può accedere tramite il seguente link: http://www.ospfe.it/l-utente/gestione-rischio-infettivo

MONITORAGGIO AMBIENTALE IN AUTOCONTROLLO. In ogni edificio e piano è stato identificato lo specifico punto/i di campionamento WSP presso il quale effettuare i campionamenti. In ciascun punto è prelevata acqua di rete fredda e calda, con o senza scorrimento, in base alla sede e all’analisi del rischio. Complessivamente sono stati identificati 115 punti di campionamento WSP.

Il piano di campionamento prevede l’esecuzione del controllo di TUTTI i punti WSP nell’arco di un biennio: biennio 2012-2013 e 2014-2015). Fino al 2015, la cadenza è stata semestrale.

Per il biennio 2016-2017, la cadenza sarà trimestrale (MARZO, GIUGNO, SETTEMBRE, DICEMBRE), come suggerito anche dalle Linee Guida Nazionali 2015.

creato da ufficiostampa pubblicato il 01/06/2017 11:45, ultima modifica 01/06/2017 12:16

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