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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara, 22 giugno 2020

IN RELAZIONE ALLA PAGINA PUBBLICATA DAL SINDACATO DEGLI INFERMIERI ITALIANI NURSING UP DI FERRARA SUL RESTO DEL CARLINO DI FERRARA IL 18 GIUGNO 2020

In relazione a quanto pubblicato sul Resto del Carlino di Ferrara - in data giovedì 18 giugno 2020 - dietro richiesta del Sindacato degli Infermieri Italiani Nursing Up sono doverose non solo alcune precisazioni ma, in primo luogo, evidenziare il fatto che, il Sindacato muove accuse alla Direzione di questa Azienda senza portare alcuna prova in grado di sostenerle.

Ancora una volta, a seguito di una risposta fornita da questa Direzione basandosi su dati oggettivi e verificabili, in quanto resi pubblici sui siti aziendali e da chiunque consultabili, il Sindacato, mistificando la realtà utilizza argomentazioni strumentali volte solamente a “colpire” l’attenzione di chi legge, senza però portare esempi e dati concreti a supporto. Vengono messe in discussione le informazioni fornite, ma dove si possono consultare quelle che secondo Nursing Up, dimostrano il contrario?

Quali dati può produrre Nursing Up per invalidare quanto affermato dall’Azienda? Eppure per poter replicare hanno acquistato una pagina del quotidiano locale, sacrificando, si presume, parte delle risorse raccolte tra i lavoratori al fine di pubblicare contenuti che, però, non smentiscono e non riescono ad invalidare in nessun punto le affermazioni dell’Azienda.

Alla lunga serie di carenze, poste sotto forma di domanda retorica, denunciate dal Sindacato questa Direzione ha già risposto in precedenza, attraverso elementi oggettivi - raccolti dalla Direzione Medica e dalla Direzione delle Professioni - sulla base di dati pubblicati che corrispondono a quanto accaduto all’interno di questa Azienda e dunque facilmente consultabili e verificabili da parte di tutti, a differenza di quanto affermato dal Sindacato.

Tutte le questioni sventolate nell’ultimo articolo di Nursing Up sono state oggetto di precise informative e di articolate risposte da parte di questa Azienda, o per iscritto o durante le numerose sedute sindacali. Risposte a cui il Sindacato non ha replicato allora, e che oggi, senza curarsi delle obiezioni sollevate, si limita a rilanciare con gli stessi abiti di scena le stesse coreografiche criticità che non è ancora riuscita a dimostrare.

Tutto porta a ritenere che l’interesse effettivo di Nursing Up non sia quello di accertare lo stato reale delle questioni che sembra porre, quanto quello di affermare ed “accreditare”, anche in spregio della verità, situazioni al limite dello sfascio organizzativo pur di poter presentarsi come i risolutori di problemi immaginari ed i combattenti di oscuri potentati altrettanto immaginari.

Anche nella furia propagandista vi sono dei limiti da rispettare, dettati dal rispetto della verità e dal dovere di non ledere l’immagine e la reputazione di chi chiede conto di affermazioni che sono risultate, alla prova dei fatti ed il più delle volte, tanto infamanti quanto infondate. Questa Direzione non ha mai affermato che a Cona siamo, rispetto al controllo dell’epidemia, nel migliore dei mondi possibili. Anche se Nursing Up non perde occasione per enfatizzare tale versione, ha semplicemente affermato e dimostrato in molteplici occasioni di aver fatto, come richiesto dal ruolo ricoperto, tutto il possibile per approntare nel più breve tempo possibile misure di contrasto ad un fatto epidemico sorto all’improvviso e non conosciuto nella sue caratteristiche.

L’Azienda non ha mai negato i problemi che ci sono stati, soprattutto agli esordi dell’epidemia, o gli episodi di discontinuità nelle forniture ha, però, semplicemente invitato a considerare che il giudizio sulle azioni fatte dall’Azienda non può basarsi esclusivamente sugli incidenti di percorso causati da circostanze del tutto estranee alla volontà dell’Azienda come la strutturale carenza sul mercato, almeno agli inizi, di molti DPI.

Invece dalla comoda posizione di chi commenta a posteriori le decisioni altrui e non ha le responsabilità di chi deve decidere, con i gradi di incertezza propri delle situazioni straordinarie, Nursing Up, ignorando la differenza tra “cronico” e transitorio, opera una vera e propria mistificazione della realtà organizzativa, formulando domande a risposta obbligata al solo fine di insinuare il messaggio più aderente alla tesi, già preconfezionata, di un’autoreferenziale indifferenza della Direzione nei confronti delle condizioni di sicurezza dei lavoratori.

Per dimostrare, si spera una volta per tutte, l’infimo grado di attendibilità delle valutazioni di Nursing Up circa il basso livello di sicurezza degli operatori nella nostra Azienda, si ritiene sufficiente mettere a confronto il dato dei contagiati censiti a livello nazionale fra i dipendenti delle Aziende sanitarie (dato proveniente dall’Istituto Superiore di Sanità) con quello dei contagiati tra i lavoratori operanti nel nostro ospedale. Si parte dal presupposto che gli obblighi di dotazione DPI siano stati osservati nelle diverse realtà e che gli stessi abbiano un ruolo rilevante nel contrasto all’infezione, come dicono gli stessi Nursing Up, in modo da poter apprezzare, almeno indirettamente ed in termini comparativi, l’efficacia protettiva delle protezioni individuali usate a Cona.

Confrontando i dati aziendali con quelli nazionali emerge con palmare evidenza l’infondatezza e la strumentalità dei giudizi espressi da Nursing Up, poiché pur esposti ad analoghe fonti di rischio le due popolazioni dimostrano un’incidenza dei contagi significativamente diversa. Infatti la percentuale di casi di Covid-19 tra gli operatori della nostra Azienda è nettamente inferiore alla media a livello nazionale registrata, pari all’11,09%, sia in riferimento al numero dei casi registrati in provincia che non superano il 3% (1.006 casi di Covid-19 di cui 30 dipendenti positivi), che in riferimento al numero totale dei dipendenti il cui dato percentuale corrisponde all’1% (3.135 dipendenti di cui 30 positivi).

Anche 30 casi sono troppi a giudizio di chi scrive ma è innegabile che in un evento epidemico, dove il rischio al contagio degli operatori è rilevante, le soglie raggiunte dalla nostra Azienda testimoniano di un grado di protezione degli operatori comparativamente più elevato, fatto che mal si concilia con le interessate ed immaginifiche conclusioni di Nursing Up, che continua a disconoscere per partito preso il lavoro fatto in Azienda fino al punto di accusare questa Direzione di burocratica ed attendista osservanza delle circolari minime in materia di sicurezza degli operatori, dimenticando di essere stata informata il 24 marzo che l’Azienda aveva deciso,  in anticipo rispetto all’emanazione della circolare, ulteriori misure preventive ai fini del contenimento della diffusione verticale ed orizzontale. Per cui è solo una ennesima falsità di Nursing Up quella per cui l’Azienda sarebbe andata a regime rispetto ai livelli di protezione prescritti solo a giugno.

Lasciamo ai professionisti sanitari il vaglio sull’attendibilità scientifica delle inferenze che Nursing Up, nella pagina a pagamento, propala con disinvoltura (Medicina Universitaria) ignorando che i contagi in una contingenza epidemica possono essere contenuti, non evitati, ma non possiamo non focalizzare l’attenzione e riscontrare con la massima trasparenza alcune delle gravi affermazioni espresse a mezzo stampa.

Quanto si dirà di seguito non ha certo la finalità di convincere chi è palesemente interessato ad enfatizzare e sventolare criticità e problemi piuttosto che a chiarirne le vere cause per risolverli, ma più semplicemente quella di contribuire a chiarire ai lavoratori l’esatta e reale dinamica delle situazioni denunciate da Nursing Up sulla base di suggestioni, più o meno immaginifiche, al fine di evitare che circolino o si consolidino in Azienda versioni mistificate della realtà organizzativa e delle determinazioni adottate da questa Direzione.

Dopo aver precisato che, contrariamente a quanto sembra insinuare Nursing Up, non è stato negato mai a nessun operatore che l’abbia richiesto l’incontro con qualcuno dei membri della Direzione Generale, è opportuno dedicare qualche attenzione alla mistificazione della realtà che Nursing Up compie con la domanda sulla formazione degli operatori. Secondo Nursing Up, che come spesso usa fare non allega alcun elemento a riprova, la formazione “è avvenuta solamente in maniera frettolosa ad emergenza inoltrata e tutti gli operatori non erano già in possesso delle necessarie competenze”.  

Volutamente si ignora che la formazione specificamente rivolta all’uso dei DPI Covid è stata integrativa rispetto al bagaglio formativo già posseduto in materia di sicurezza dagli operatori, ed ancora progressivamente estesa e preventivamente somministrata agli operatori addetti ai reparti a rischio in relazione agli andamenti epidemici ed in attuazione dei piani di riconversione dell’offerta messi in atto dall’Azienda e ben conosciuti per essere stati preventivamente comunicati a tutti i sindacati.

Il percorso di formazione sull’utilizzo dei DPI è consolidato nei vari Piani di Attività Formativa, sviluppati negli ultimi anni, come prevede la normativa in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, dal Servizio Interaziendale Formazione ed Aggiornamento attraverso diverse modalità formative, sia residenziali che blended o FAD. Contestualmente all’epidemia si sono sviluppati corsi aggiuntivi e specifici per DPI di terza categoria, con il coinvolgimento dei professionisti afferenti ai vari setting assistenziali, tutor e la sinergia delle Direzioni di staff, la Struttura Organizzativa Igiene Ospedaliera e Qualità dei Servizi Ambientali, il Servizio Prevenzione e Protezione e l’Area Comunicazione.

Le nozioni integrative hanno riguardato l’uso corretto dei DPI in relazione ai diversi scenari clinici, alle diverse procedure assistenziali oltre a richiami nozionistici in tema di sanificazione e sanitizzazione ambientale. Ai primi giorni del mese di aprile erano state effettuate 17 edizioni, implementate dal giorno 11 marzo 2020, con oltre 290 professionisti sanitari partecipanti. La pianificazione dell’attività formativa, con il conseguente aggiornamento, è stata correlata al piano aziendale di sviluppo ed espansione dei posti letto previsti per l’emergenza sanitaria.

A questo, su richiesta degli operatori sanitari coinvolti, sono stati creati, fin dal mese di marzo, video tutorial al fine di oggettivare un ulteriore supporto operativo fruibile con ogni mezzo multimediale, dentro e fuori il contesto lavorativo.

I video hanno avuto 1690 visualizzazioni (dal 18 marzo ad oggi), a testimonianza della solidità dell’iniziativa.

Come la pianificazione formativa anche i percorsi hanno regolarmente e gradualmente seguito lo sviluppo del “Piano Aziendale Gestione Posti Letto Emergenza Sanitaria” specifico della nostra struttura come esito della decisione della Conferenza Territoriale Provinciale. I percorsi hanno permesso la separazione dei pazienti sospetti o positivi, fin dall’inizio di marzo, nell’intero percorso di emergenza, urgenza e diagnostica con il contestuale consolidamento dei percorsi per le degenze e l’individuazione di spazi ed ascensori dedicati nel rispetto, vincolante, dell’architettura strutturale. In sintesi, la definizione organizzativa dei percorsi ha seguito l’espansione modulare dei posti letto Covid-19, che hanno un andamento crescente fino ad un massimo di 195 posti letto disponibili al 31 marzo, per poi decrescere, in funzione della curva epidemiologica, agli attuali 40 posti letto.

Il Laboratorio Analisi aziendale è arrivato ad una capacità di processazione di 500 tamponi al giorno, non solo per il nostro ospedale ma anche per l’Azienda Usl e il territorio ferrarese.

In conclusione, al di là delle esagerazioni poste in essere da Nursing Up, è auspicabile non solo che, in futuro, gli scambi vadano via via ad assumere toni più leggeri, ma che quanto sopra detto possa aiutare a fare chiarezza su ciò che è accaduto durante questo periodo di emergenza.

 

LEGGI LA LETTERA PUBBLICATA DA NURSING UP SUL RESTO DEL CARLINO QUI 

creato da Valentina Tomasi pubblicato il 22/06/2020 18:05, ultima modifica 22/06/2020 18:03

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