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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara, 25 settembre 2020

IL COVID NON FERMA IL SERVIZIO DI IMMUNOEMATOLOGIA E TRASFUSIONALE

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Dopo un calo delle donazioni di sangue ad inizio pandemia, si registra un +12% nella “Fase 2”. A causa dello stop delle sale operatorie, diminuite le trasfusioni (ora in ripresa). Il Servizio del S. Anna si presenta. Il Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale (SIT) dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara – diretto dal dott. Maurizio Govoni - afferisce al Dipartimento di Biotecnologie, Medicina Trasfusionale e di Laboratorio. Il SIT garantisce attività laboratoristica, trasfusionale e di Medicina Trasfusionale (aferesi, trasfusioni, salassi) a tutte le strutture sanitarie, pubbliche e private, del territorio provinciale. Inoltre, in collaborazione con le Associazioni di volontariato (AVIS e FIDAS-ADVS) gestisce la raccolta sangue.

ORGANIZZAZIONE E NUMERI DEL SIT. Il SIT effettua prestazioni ambulatoriali e laboratoristiche che si articolano in:

- diagnostica di laboratorio (determinazione di gruppo sanguigno, esami finalizzati alla prevenzione della malattia emolitica del neonato nelle donne in gravidanza oltre ad esami effettuati per garantire la sicurezza della terapia trasfusionale) per tutto il territorio provinciale;

- salassi terapeutici;

- trasfusioni di globuli rossi e piastrine;

- procedure di aferesi terapeutica (complesse procedure effettuate con moderne apparecchiature automatizzate che consentono di scomporre il sangue dei pazienti nelle diverse componenti per poi trattarle a scopo terapeutico);

- procedure di raccolta di cellule staminali emopoietiche per trapianto autologo;

- selezione/arruolamento di donatori di midollo osseo - in collaborazione con ADMO;

- procedure di Medicina Rigenerativa con fattori di crescita piastrinici.

L’attività ambulatoriale è articolata su 4 spazi operativi: SALASSI (7 posti letto, 1090 prestazioni effettuate nel 2019); TRASFUSIONI (7 posti letto, 885 prestazioni effettuate nel 2019); AUTODONAZIONI di Cellule Staminali Emopoietiche (2 posti letto, 29 prestazioni effettuate nel 2019); AFERESI TERAPEUTICA (4 posti letto, 965 prestazioni effettuate nel 2019). Per quanto riguarda l’attività di laboratorio nel 2019 l’immunoematologia ha eseguito 75.895 esami.

Attualmente presso il SIT sono seguiti complessivamente 562 pazienti. Le patologie trattate sono prevalentemente ematologiche, neurologiche e reumatologiche, sia in forma acuta che cronica. Per la maggior parte di questi pazienti si tratta di terapie salvavita.

 

IL CENTRO DONATORI DI MIDOLLO DI FERRARA dal 2014 afferisce al Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale del S. Anna. Nell'anno in corso, in piena emergenza Covid19, sono stati portati a termine: 8 donazioni di cui 6 di cellule staminali da sangue periferico e 2 donazioni di linfociti e 15 invii campione di cui 8 in Italia e 5 in America, 1 a Cipro e 1 in Francia. L'emergenza Covid-19, dunque, non ha per nulla frenato l’attività di donazione, anche se ha condizionato in maniera sostanziale l'attività di reclutamento di nuovi donatori, complice sostanziale la chiusura delle scuole/università; luoghi dove le Associazioni di volontariato organizzano eventi per sensibilizzare gli studenti sul tema della donazione.

 

IL SIT AL TEMPO DEL COVID-19. Anche nei mesi in cui l’emergenza sanitaria ha ridotto drasticamente l’attività dell’ospedale di Cona, il SIT ha proseguito l’attività gestendo soprattutto la raccolta di sangue in stretta collaborazione con AVIS Ferrara e FIDAS-ADVS di Renazzo.

Donazioni di sangue. Per quanto riguarda i dati sulle donazioni di sangue in provincia di Ferrara, nel periodo che va da gennaio a marzo 2020 - in relazione allo stesso arco temporale dell’anno precedente - si è assistito ad un leggero calo delle unità di sangue raccolte (-1%). Nel 2019 erano state infatti raccolte 5.610 unità, contro le 5.558 raccolte nel 2020. Tuttavia, la seconda fase dell’emergenza ha portato ad un rimbalzo decisamente positivo; si è assistito infatti ad un aumento del 12% nei mesi tra aprile e giugno 2020. Se anche qui si opera un confronto con lo stesso periodo del 2019, infatti, si può notare che, alle 5.375 unità raccolte nel 2019, si contrappongono le 6.104 unità del 2020.

Trasfusioni. Le unità trasfuse, nel primo semestre del 2020, sono calate del 10% rispetto al 2019 passando da 11.670 a 10.500. Il calo delle terapie trasfusionali nel 2020 è prevalente nell’area chirurgica dovuta alla riduzione dell’attività operatoria, principalmente programmata, in periodo COVID. Nella seconda fase del periodo emergenziale, con la ripresa dell’attività di sala operatoria, si è assistito ad un incremento del 9% della terapia trasfusionale.

  “Il Servizio Trasfusionale del S. Anna – ha messo in evidenza Govoni - fin dalla sua istituzione nel gennaio del 1955, ha come mission quella di promuovere la donazione, raccogliere sangue donato anonimamente e volontariamente, fornire emocomponenti di qualità e sicurezza per le necessità di tutti i pazienti, promuovere misure alternative alla trasfusione e coinvolgere i reparti di diagnosi e cura su appropriatezza trasfusionale e programmi di risparmio sangue, erogare prestazioni di Medicina Trasfusionale e promuovere la cultura della qualità per il miglioramento continuo dei prodotti e delle prestazioni. Ancora oggi queste dichiarazioni di intenti sono estremamente attuali e rappresentano, per tutti noi operatori del Servizio Trasfusionale, i principi a cui ci ispiriamo nelle quotidiane attività di supporto alle strutture di diagnosi e cura del nostro territorio”.

Nella nostra Regione – sottolinea il Direttore Generale con funzioni di Commissario Straordinario, Paola Bardasi – l’attenzione alle donazioni è un obiettivo perseguito da sempre. Il Piano Sangue Regionale vede la partecipazione vivace e costante dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e dei donatori del nostro territorio. Il valore aggiunto del Servizio di Immunoematologia e Trasfusionale si concretizza non solo nella sicurezza delle procedure e delle cure, ma anche nella competenza e professionalità del personale e nell’attenzione costante verso i pazienti. Questi vengono seguiti utilizzando le migliori metodiche e le attrezzature più evolute, il tutto in strutture adeguate e confortevoli anche per l’esecuzione di procedure complesse”. 

 

LO STAFF.

Medici e Biologi

Maurizio Govoni, Gianluca Lodi, Cristiano De Angeli, Giuseppe Caltavuturo, Monica Lunghi, Giuseppe Graldi, Licia Maggioni.

Collaboratore Professionale Sanitario Esperto

Cosetta Macchia.

Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico

Paolo Faccioli, Vincenzo Camattari, Fabio Scabbia, Lorenza Visentini, Monica Preti, Paola Bonaguro, Alessandra Mantovani, Patrizia Maresta, Daniela Forestieri.

Infermieri

Elena Alessandri, Cristiano Bertazzini, Arianna Cavalcoli, Novella Palpini, Roberta Roncagli.

Operatori Socio Sanitari

Alessandro Fioravanti

 

IL PANORAMA ITALIANO. Oltre 1800 persone in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di trasfusioni. Circa la metà di loro sono pazienti talassemici, leucemici e con altre forme oncologiche che richiedono la disponibilità di scorte ininterrotte per garantire la necessaria continuità delle terapie trasfusionali e prevenire situazioni di possibile carenza che possono impattare negativamente sul regolare svolgimento delle attività sanitarie ad esse correlate.

A causa dell’emergenza COVID-19, nella prima settimana di marzo, secondo i dati forniti dal CNS (Centro Nazionale Sangue), c’è stata una riduzione del 10% delle donazioni (da 48.000 a circa 43.000) ma il sistema ha retto grazie alla contemporanea riduzione degli interventi programmati, senza bisogno di attingere alle scorte per le “maxi emergenze”.

Dalla seconda settimana di marzo, invece, dopo gli appelli a favore delle donazioni del CNS, delle Associazioni dei donatori e delle Istituzioni, la raccolta sangue ha registrato un progressivo recupero, con incrementi sino al 12%.

Le misure adottate, riferendosi anche alle precauzioni introdotte per minimizzare i rischi di contagio per i donatori, sono riuscite a garantire la sicurezza e la fornitura di trasfusioni in Italia. Sia i donatori che i Servizi Trasfusionali si sono adattati modificando le proprie abitudini in corsa, in base all’evolvere dell’epidemia e il “sistema sangue” ha reagito attuando delle misure cautelative che hanno reso i Centri più sicuri.

Se prima del Covid-19 per donare sangue ci si rivolgeva direttamente alle sedi di raccolta, oggi non è più così. I Servizi Trasfusionali e le Associazioni di volontariato, per evitare assembramenti nei luoghi interni ed adiacenti ai locali, si sono organizzati con la prenotazione della donazione di sangue. I Servizi Trasfusionali e le Unità di Raccolta oggi applicano tutte le misure cautelative adottate durante il periodo di epidemia di Covid-19 indicate dalle circolari diffuse dal Centro Nazionale Sangue (procedimento di triage per accesso alla donazione, mascherina indossata da tutti i donatori, disinfezione e sanificazione intensa degli spazi, numero ridotto di presenze all’interno della sala della donazione).

Lo screening sierologico permette di valutare la presenza di anticorpi anti-Covid-19 nel sangue del donatore. Il test, a cui ci si sottopone totalmente su base volontaria, permette di capire se si è già stati contagiati in maniera sintomatica o asintomatica da virus. Nel caso il risultato del test dimostri la presenza di anticorpi contro il Covid-19 il soggetto può essere poi coinvolto nella raccolta plasma Iperimmune, prima arma di emergenza contro il Covid-19.

Negli ultime settimane gli esiti del monitoraggio relativo all’andamento regionale della produzione e del consumo delle unità di globuli rossi, svolto dal Centro Nazionale Sangue, hanno evidenziato un significativo aumento dei consumi, da intendersi verosimilmente correlato alla graduale ripresa delle ordinarie attività di cura ospedaliere, rallentate quasi ovunque a causa dell’emergenza legata al Covid-19.

Tenendo conto del fatto che la durata dell’emergenza, e dei suoi riflessi sui donatori e sulle attività sanitarie, non è ancora nota, si rende necessario l’inizio di una “fase 2” anche per la raccolta di sangue, con azioni rivolte soprattutto alla prenotazione e all’accurata programmazione delle attività di chiamata dei donatori e di donazione di sangue e plasma.

Fondamentale per questo obiettivo risulta il supporto e la collaborazione delle Associazioni e Federazioni di donatori, che con il loro contributo possono incentivare su tutto il territorio nazionale le attività di promozione, chiamata e fidelizzazione.

creato da ufficiostampa pubblicato il 25/09/2020 10:23, ultima modifica 25/09/2020 10:23

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