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Ferrara, 24 luglio 2014

IL CENTRO DELLO SCOMPENSO CARDIACO TRASFERITO A CONA

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Il Centro per il Trattamento dello Scompenso Cardiaco si è trasferito dalla vecchia struttura in corso Giovecca a Cona e le coordinate per raggiungere il reparto sono settore 3, blocco B, piano zero (3B0).
IL CENTRO DELLO SCOMPENSO CARDIACO TRASFERITO A CONA

ingresso centro dello scompenso

Questa struttura nasce nel 2000 per assistere tutte le persone che soffrono di scompenso cardiaco sul territorio di Ferrara. Questa patologia è molto complessa per quanto riguarda gli aspetti della diagnosi e la gestione delle numerose opzioni terapeutiche che spaziano dal trattamento farmacologico fino ad arrivare -  nei casi più seri - al trapianto cardiaco. Spesso, infatti, vi è necessità di interventi cardiochirurgici o di cardiologia interventiva come l’angioplastica coronarica e il posizionamento di pace maker o di defibrillatori. Quindi il centro per lo scompenso aiuta le strutture territoriali (i medici di medicina generale e i cardiologi territoriali) ad eseguire una diagnosi e a selezionare la corretta terapia per il singolo paziente ponendosi come un ponte tra il territorio e l’ospedale.

L’organizzazione di questi nuovi spazi è caratterizzata da tre ambulatori dedicati alle visite ed uno dedicato agli esami ecocardiografici mirati per lo scompenso cardiaco. Le visite vengono eseguite da cardiologi specializzati nella diagnosi e nella terapia dello scompenso cardiaco tutti i giorni della settimana.

 

La struttura si completa con una palestra per l’esecuzione di prove da sforzo e per la riabilitazione cardiaca. In essa vengono eseguite prove da sforzo particolari, in grado di analizzare il metabolismo del paziente e la quantità di ossigeno che egli utilizza. Nella palestra poi si eseguono cicli di riadattamento del paziente allo sforzo fisico.

 

Questo trasferimento porta evidenti miglioramenti alla struttura sia sotto il profilo strutturale ed ambientale sia dal punto di vista organizzativo infatti avere la struttura all’interno del S. Anna a Cona permette di ricostruire quel rapporto tra ospedale e territorio precedentemente sospeso in occasione del trasferimento della struttura. Un rapporto garantito dal personale medico che - oltre ad assistere i pazienti ambulatoriali e quindi del territorio - lavora ed interagisce con gli altri specialisti della cardiologia di Cona dove vengono spesso ricoverati i pazienti nella loro fase acuta garantendo così la continuità ospedale-territorio.

 

Questa organizzazione diventa fondamentale se si pensa che lo scompenso è una patologia frequente: il 2% della popolazione ne è affetta e nelle fasce di età più avanzata tale prevalenza aumenta sostanzialmente. Inoltre è una patologia con elevata mortalità e necessità di frequenti ospedalizzazioni per il precipitare delle condizioni cliniche come il peggioramento dell’affanno che compare anche a riposo e/o per lo sviluppo di raccolte di liquidi prevalentemente nelle regioni più declivi come gli arti inferiori. Il 30-50% dei pazienti dimessi dall’ospedale vi rientra entro 6 mesi ed il 50% dei pazienti decede a 5 anni dalla diagnosi a seconda della gravità alla presentazione.  Tutto questo si cerca di prevenire al centro dello scompenso adottando terapie personalizzate, si possono evitare le ospedalizzazioni ma bisogna che il paziente sia il regista della sua terapia.  In pratica, occorre  insegnare al paziente piccole cose: pesarsi tutti i giorni, capire quanto urina e se aumenta l’affanno.  Se questo succede, si interviene con i farmaci.

 

La terapia farmacologica può essere efficace sia nel migliorare la durata che la qualità della vita ma è una terapia complessa. Si tratta mediamente di 6-8 farmaci diversi che vengono somministrati spesso a pazienti anziani quindi con possibilità di errori nell’assunzione a casa che posso occorrere soprattutto con l’avvento dei generici che amplificano i già numerosi nomi di farmaci rendendo a volte pericoloso il trattamento. Ecco che la collaborazione tra la medicina generale ed il Centro diventa preziosa sia nel controllare e segnalare errori di posologia dei trattamenti che nel ripetere le spiegazioni relative alla gestione corretta della terapia farmacologica e all’autogestione della stessa.

creato da Dallacqua Luca pubblicato il 24/07/2014 12:18, ultima modifica 24/07/2014 12:18

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