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Ferrara, 28 aprile 2020

ICTUS CEREBRALE E COVID-19: MASSIMA ATTENZIONE ALL’OSPEDALE DI CONA

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Non dimentichiamo che nel corso della pandemia da COVID-19 che ci ha colpito duramente e di cui tutti parlano, le altre patologie continuano a presentarsi e fra le malattie definite “tempo-dipendenti”, perché devono essere curate il più rapidamente possibile, dobbiamo prestare la massima attenzione all’ictus cerebrale.
ICTUS CEREBRALE E COVID-19: MASSIMA ATTENZIONE ALL’OSPEDALE DI CONA

Da sinistra: prof. Valeria Tugnoli (Direttore Unità Operativa di Neurologia), dott. Alessandro De Vito (Responsabile Stroke Unit)

Nell’ictus ischemico si stima che per ogni minuto di ischemia muoiano quasi 2 milioni di neuroni, per cui, quanto prima si riesce a riaprire il vaso chiuso, tanto più tessuto cerebrale sarà salvato dal danno irreversibile e tanto minore sarà la disabilità residua

Non dimentichiamo che:

- l’ictus cerebrale è la prima causa di disabilità permanente e la terza causa di morte

- l’ictus cerebrale è sempre un’emergenza medica e in alcuni casi anche chirurgica

- l’efficacia dei trattamenti nella fase acuta dipende dalla rapidità di intervento rispetto al momento in cui compaiono i primi sintomi.

 

COSA FARE

Chiamare subito il 118 se compare uno o più di questi sintomi, anche se lievi o in miglioramento spontaneo:

- bocca deviata da un lato;

- difficoltà a parlare e/o a capire il linguaggio;

- perdita di forza/intorpidimento di braccio e/o gamba.

 

Il Percorso per i pazienti con sospetto ictus nella Provincia di Ferrara assicura priorità di intervento e trasporto diretto all’Ospedale di Cona dove è possibile eseguire i trattamenti di trombolisi e trombectomia nella fase acuta, trattamenti che vengono tuttora assicurati nei termini più appropriati di tempo e di setting assistenziale.

 

COSA NON FARE

- Aspettare a casa per vedere se i sintomi migliorano spontaneamente;

- recarsi in prima battuta dal Medico di Medicina Generale o Guardia Medica;

- recarsi in Pronto Soccorso con mezzi propri;

- recarsi in un Ospedale dove non si effettuano trattamenti trombolitici, anche se più vicino.

 

COSA SUCCEDE IN CORSO DELLA PANDEMIA COVID-19?

In questo periodo di pandemia da infezione da SARS CoV 2, in tutti i paesi più colpiti (Nord America, Europa, Cina), si è registrato un netto calo di accessi in ospedale per sospetto ictus, calo che arriva, in alcuni centri, fino al 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Le cause ipotizzate sono il timore dei pazienti di contrarre l’infezione in ospedale e la sensazione che il personale sanitario sia dedicato e sovraccaricato dalla patologia emergente da COVID-19.

Nella Stroke Unit dell’ospedale di Cona, più che una riduzione assoluta del numero dei ricoveri per ictus, abbiamo registrato un significativo calo del numero dei trattamenti farmacologici trombolitici in grado di “disgregare” il trombo permettendo il ripristino della normale circolazione nelle arterie cerebrali colpite, se effettuato nelle prime ore dall’esordio dei sintomi. Nei mesi di marzo e aprile 2020 abbiamo osservato una diminuzione di trombolisi, rispettivamente di un terzo e un quarto, se confrontati con le stesse procedure degli stessi mesi del 2019. Purtroppo è divenuto frequente sentire il racconto del paziente che pur avendo accusato consapevolmente i sintomi alcuni giorni prima, è poi rimasto a casa in attesa che tutto si risolvesse spontaneamente.

Preme sottolineare che nella nostra Stroke Unit, il trattamento acuto dell’ictus ischemico con trombolisi endovenosa, arriva a determinare il recupero di piena autonomia nel 70% circa dei pazienti, per cui se ne deduce che l’importante riduzione del numero di pazienti trattati nei mesi in questione, si rifletterà direttamente sul numero di pazienti con esiti disabilitanti.

Ciò premesso, appare importante chiarire che, anche in questo periodo di emergenza sanitaria, il percorso Ictus della Provincia di Ferrara è pienamente operativo, perché l’ictus resta una emergenza medica tempo-dipendente.

A tal proposito, è importante che i cittadini sappiano che la rete ospedaliera della Provincia di Ferrara e in particolare l’Ospedale di Cona, sono organizzati con percorsi dedicati e separati per pazienti con sospetta infezione da COVID-19. Tale separazione avviene già ad opera del personale della Centrale Operativa e del 118 e poi in un’area definita di pre-Triage dell’Ospedale di Cona, da dove i pazienti prendono due percorsi appunto distinti e separati, gestiti da personale sanitario dedicato all’uno o all’altro e che utilizza materiali, apparecchiature e sale diagnostiche diverse.

E’ tuttavia possibile che nello stesso paziente, in vari momenti del suo percorso clinico, coesistano i sintomi di sospetto dell’infezione da COVID-19 e dell’ictus. Questi pazienti verranno immediatamente sottoposti a tampone per la diagnosi di infezione e, in attesa del risultato, gestiti nel percorso dedicato ai sospetti COVID, dallo stroke team, per quanto attiene al trattamento acuto dell’ictus, e dagli altri specialisti eventualmente richiesti per la patologia infettiva.

Quindi ricordare che #lictusnonrestaacasa  

creato da ufficiostampa pubblicato il 28/04/2020 11:50, ultima modifica 28/04/2020 11:49

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