Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Tu sei qui: Portale L'informazione News Coronavirus Oncologia e Covid Informazioni sulle ricadute che l'infezione da Coronavirus ha avuto ed avrà sulla cura dei pazienti e delle malattie oncologiche

Informazioni sulle ricadute che l'infezione da Coronavirus ha avuto ed avrà sulla cura dei pazienti e delle malattie oncologiche


Covid-19 ed Oncologia: la riorganizzazione al S.Anna Ferrara in Clinica e al Centro Senologia Pdta

video frassoldati icona.jpg

il prof. Antonio Frassoldati
Direttore dell'Unità Operativa di Oncologia Clinica


Ritengo che sia importante in questo momento cercare di dare informazioni il più possibile chiare sulle ricadute che l’infezione da Coronavirus ha avuto ed avrà sulla cura dei pazienti e delle malattie oncologiche.

Prima di tutto qualche considerazione generale. 

Seppure non vi siano prove convincenti del fatto, alcune segnalazioni suggeriscono che i malati oncologici possano essere a maggior rischio di contrarre l’infezione da Coronavirus COVID-19. Ciò si è verificato durante le precedenti pandemie, come influenza A (H1N1), ed è verosimile che possa verificarsi anche ora. Questa condizione di maggior rischio vale del resto per tutte le persone affette da malattie croniche, respiratorie, cardiovascolari, renali, diabetiche, e così anche per le malattie neoplastiche. In tutti questi casi, è possibile anche che l’infezione possa avere decorsi di maggiore gravità. 
Pertanto, durante la fase della pandemia, e nella fase successiva, è molto importante che i pazienti oncologici, e tutte le persone che li circondano o con cui hanno contatti, osservino scrupolosamente misure di prevenzione, evitando ambienti affollati, mantenendo un adeguato distanziamento dalle altre persone, indossando la mascherina, utilizzando i guanti di lattice quando toccano superfici su cui si possano essere depositate particelle virali, lavando frequentemente le mani ed evitando di portale alla bocca o agli occhi, disinfettando gli oggetti di uso comune con altri. Questi comportamenti non sono diversi da quelli che tutte le persone sono tenute a rispettare, ma devono essere in particolare seguite quando si frequentano gli ospedali, dove i rischi di contagio sono più elevati.

Cosa ci dicono i rapporti scientifici finora disponibili?

Complessivamente, sono ancora poche le segnalazioni relative al rapporto fra neoplasia ed infezione da SARS-Covid19 (Sindrome Acuta Respiratoria Severa da Coronavirus-2019).
In uno studio su 1524 persone cinesi con neoplasia, il rischio di contrarre l’infezione è stato circa due volte superiore a quello delle persone non ammalate di tumore. In un’altra serie di pazienti della regione di Wuhan, il tasso si infezione è stato dello 0,79%, più alto del tasso di infezione nella popolazione generale, fermo allo 0,37%. Su circa 72.000 persone contagiate nella regione cinese (all’11 febbraio) sono stati segnalati 107 pazienti con neoplasia (0,5%). Un decorso più complicato è stato segnalato in circa il 40% dei casi, ed una evoluzione sfavorevole dell'infezione è stata riportata nel doppio dei pazienti. E questo non solo nei casi con malattia attiva, ma anche nei pazienti con una diagnosi precedente di tumore e fuori terapia.
Alcuni tipi di neoplasie sembrano essere a maggior rischio. I tumori polmonari hanno rappresentato una percentuale significativamente maggiore fra i pazienti oncologici contagiati dal virus, con manifestazioni cliniche spesso più complesse, legate alla presenza concomitante dei problemi respiratori provocati dal tumore. In questi pazienti, la comparsa di un improvviso peggioramento della respirazione deve sempre essere valutata con attenzione e segnalato al medico. E’ stato anche ipotizzato che i trattamenti con farmaci immunomodulanti possano associarsi ad un rischio più alto di infezione, ma non vi sono certezze al riguardo.
Anche i pazienti sottoposti a terapie che determinano un forte calo dei globuli bianchi nel sangue si pensa abbiano una probabilità più alta di contrarre il virus, ma non diversamente da quello di sviluppare infezioni in genere. 
I pazienti oncologici anziani infine rappresentano verosimilmente la categoria a maggiore probabilità di contrarre l’infezione, per il sommarsi della malattia neoplastica con le altre fragilità frequentemente presenti nell’anziano (cardiovascolari, respiratorie e metaboliche).

Qual è la situazione nella nostra provincia?

Nella nostra provincia di Ferrara l’incidenza dell’infezione è stata finora significativamente inferiore a quella di altre province dell’Emilia - Romagna o di altre Regioni, con 1,6 casi per 1000 abitanti (al 10 aprile). Le cause di ciò possono essere numerose, ma certamente l'adozione di misure di controllo sociale nelle primissime fasi di contagio ha contribuito largamente a questo risultato. E’ quindi molto importante non allentare queste misure, ed in particolare per coloro che hanno rapporti diretti con pazienti oncologici. Se è necessario un contatto, devono essere adottate tutte le precauzioni per evitare possibili contagi, in particolare nei confronti di pazienti anziani.

Che cosa è stato fatto ed è cambiato in Oncologia?

Nell’ambito oncologico, abbiamo ragionato su alcuni aspetti in particolare:

  1. Quali attività debbano essere riconsiderate nella fase di diffusione della pandemia.
  2. Quali ricadute sulla malattia oncologica possano avere gli adattamenti imposti alla gestione dell’infezione.
  3. In che modo programmare il ritorno alla normalità.

Riguardo alle modifiche delle procedure in corso di pandemia, è bene distinguere alcune situazioni particolari:

  • quelle relative ai pazienti che hanno completato il percorso di trattamento della malattia oncologica e sono fuori terapia, sottoposti solo a controlli periodici;
  • quelli da adottare per i pazienti che sono sottoposti a terapie attive per la malattia oncologica, in fase precoce o in fase avanzata;
  • quelle relative alla gestione della malattia appena diagnosticata, in attesa del primo trattamento (chirurgico o oncologico).

 

Pazienti che hanno completato il percorso di trattamento della malattia oncologica e sono fuori terapia, sottoposti solo a controlli periodici.

Per i pazienti che non sono sottoposti a terapie, sono stati posticipati gli esami e le visite di controllo, per ridurre la possibile esposizione al contagio durante l’accesso all’ospedale: non vi è alcun rischio in questo spostamento, che sarà comunque di durata limitata. E’ bene ricordare che in ogni caso, se dovessero comparire sintomi nuovi non altrimenti spiegabili, esiste la possibilità di essere visitati dall’oncologo, e di essere sottoposti a tutte le indagini ritenute necessarie. E’ previsto che i pazienti vengano contattati telefonicamente dall’oncologo, che valuterà insieme al paziente la opportunità di eseguire la visita o la possibilità di rinviarla.
Anche se sono in corso terapie orali di lunga durata (per lo più di tipo ormonale), non vi sono problemi nel posticipare la visita di controllo. I medicinali saranno forniti in ogni caso, e la scadenza dei piani terapeutici è stata posticipata. I medici sono a disposizione dei pazienti e dei familiari per discutere eventuali problemi insorti durante la terapia.

Pazienti che sono sottoposti a terapie attive per la malattia oncologica, in fase precoce o in fase avanzata.

Per i pazienti in trattamento attivo, non abbiamo ritenuto di modificare il programma di terapia nella maggior parte dei casi, e quindi si continuerà ad accedere all’ospedale secondo gli appuntamenti programmati. In alcune situazioni è stato comunque ritenuto prudente allungare la distanza fra i trattamenti, o modificare lievemente il regime di cura: queste variazioni non compromettono comunque l’efficacia della terapia, e la rendono più sicura. 
I pazienti vengono comunque contattati il giorno precedente alla data prevista di accesso all’ospedale, per sapere se fossero comparsi sintomi di possibile infezione (come febbre elevata, tosse secca ed insistente, difficoltà di respiro, dolori muscolari e stanchezza importante, disturbi gastrointestinali, perdita dell’olfatto o del gusto): in questi casi infatti è bene che non recarsi direttamente all’ospedale, e richiedere invece una valutazione dello stato di salute direttamente a casa, da parte del medico di famiglia.

La decisione di proseguire il trattamento oncologico, di modificarlo o di sospenderlo transitoriamente potrà essere discussa caso per caso. In linea generale, il rapporto benefico-rischio è a favore della prosecuzione del trattamento, a patto che vengano seguite le opportune misure di prevenzione.
Nel caso di terapia con farmaci immunomodulanti, non vi sono dati sicuri che facciano ipotizzare un maggior rischio di infezione. Sarà compito dell’oncologo distinguere i sintomi respiratori che eventualmente compaiono in questi pazienti, che possono essere legati anche alla malattia ed agli effetti secondari della terapia.

Pazienti con malattia appena diagnosticata, in attesa del primo trattamento (chirurgico o oncologico).

Il trattamento chirurgico rappresenta spesso la prima modalità di terapia di una neoplasia. La definizione della indicazione chirurgica deriva da una discussione multidisciplinare del gruppo di specialisti che si occupano di quel particolare tumore.
Nel periodo della pandemia, i gruppi multidisciplinari hanno continuato a riunirsi regolarmente, per lo più in videoconferenza, di norma ogni settimana.
La successiva gestione chirurgica ha in parte risentito delle modifiche organizzative generali dell’ospedale e delle terapie intensive, che hanno portato ad una inevitabile riduzione dell’attività, prevalentemente per le malattie non oncologiche.
Nel caso delle patologie neoplastiche, viene costantemente effettuato un monitoraggio dei tempi di attesa ed una valutazione, per ogni singolo paziente, del livello di “urgenza” legata a ciascuna condizione. In alcuni casi infatti le malattie hanno caratteristiche di evoluzione più lenta, che consentono di posticipare di qualche settimana la chirurgia, senza pregiudicare in nessun modo l’evoluzione della malattia ed i rischi ad essa collegati (come nel caso ad esempio delle formazioni benigne o delle neoplasie non invasive).
Lo stesso vale per i trattamenti oncologici preoperatori, che vengono programmati ed attuati secondo le normali tempistiche, valutando unicamente la presenza di condizioni cliniche che possano giustificarne il rinvio.

Gli effetti dell’isolamento nei pazienti oncologici.

La permanenza in casa e la impossibilità di contatto sociale rende certamente ancor più difficile per i pazienti oncologici affrontare i problemi della malattia, per la impossibilità al contatto con familiari ed amici, così importante per contenere e gestire il disagio e l’ansia correlato alla malattia.
E’ necessario avere pazienza e sviluppare tutte le modalità alternative di contatto umano.
L’isolamento fisico non significa però il distacco dalle cure: e’ possibile in ogni momento mettersi in contatto con l’oncologia, e riferire al medico i propri dubbi, i problemi legati alle terapie in corso o la comparsa di sintomi.

Come sarà la ripresa dopo la pandemia?

Al momento non è possibile prevedere con certezza quando il fenomeno della pandemia si esaurirà. Le analisi finora condotte non hanno mostrato lo sviluppo diffuso di una reazione immunitaria protettiva, anche in virtù della prevalenza bassa dell’infezione nella popolazione. Questo fa pensare che dovremo adottare a lungo misure di attenzione, e che molte delle precauzioni fino ad oggi utilizzate dovranno diventare parte della quotidianità.
Ciò richiederà una riorganizzazione dei servizi, e una forte responsabilità da parte di tutti ad evitare condizioni di sovraffollamento. Una regola semplice sarà quella di attenersi agli orari indicati per eseguire procedure e terapie, evitando di soggiornare per tempi prolungati in ospedale. Una altra regola semplice sarà quella di lavarsi frequentemente le mani e di usare prodotti di disinfezioni delle mani all’ingresso ed all’uscita dall’ospedale, e di indossare la mascherina se sono presenti sintomi come febbre, raffreddore o tosse, o se si deve essere a contatto troppo ravvicinato e prolungato con altre persone.
Le attività di visite, in particolare per i controlli, riprenderanno gradualmente. Le modalità e gli intervalli saranno definiti alla luce del rapporto di beneficio, cercando di evitare controlli troppo frequenti in assenza di motivi clinici appropriati. Anche gli esami potranno essere più distanziati, sempre valutandone caso per caso la opportunità, e senza pregiudicare l’efficacia dei controlli stessi.

Un’occasione per migliorare.

La pandemia da SARS-Covis19 ha messo a dura prova il nostro modello di vita ed il nostro sistema sanitario. Certamente supereremo questo periodo, ma non dovremo dimenticarlo.
La fatica ed il dolore non avranno avuto nessun senso se non saremo capaci di sfruttare questa situazione come una occasione per modificare in meglio noi stessi, il nostro lavoro e le nostre abitudini.
Questo richiederà analisi attente di quanto si è verificato, e la adozione di misure per evitare che situazioni analoghe si presentino o che, quando si presentino, siamo pronti ad affrontarle. Questo è compito delle istituzioni. Ma è certamente una occasione per ciascuno di noi per imparare ad essere più responsabili, a non sottovalutare i rischi, e ad adottare comportamenti quotidiani appropriati, che tengano in conto certamente il nostro benessere personale, ma che non dimentichino le conseguenze sugli altri dei nostri comportamenti.

 

INFORMAZIONI UTILI

 

Proroga delle esenzioni dal ticket e della assistenza sanitaria in scadenza.

Come da indicazioni della direzione Generale - Cura della persona, salute e welfare della Regione al fine di garantire continuità nell’assistenza e limitare gli spostamenti dei cittadini alle sole prestazioni inderogabili, tutte le esenzioni a validità limitata che prevedono un rinnovo previa valutazione specialistica (048) e per le quali la scadenza interviene tra il 24 febbraio 2020 e il prossimo 30 giugno 2020, vengono prorogate d’ufficio di 120 giorni.

 

Piani terapeutici.

Al fine di contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19, anche l’Agenzia Italiana del Farmaco è intervenuta prorogando la validità dei Piani Terapeutici (PT) per i farmaci e le prescrizioni dei presidi destinati a 10 milioni di malati cronici, fino alla risoluzione dell’attuale emergenza sanitaria. Il provvedimento, oltre a far risparmiare tempo ai medici impegnati nella gestione dell’emergenza, viene incontro agli interessi e ai bisogni dei cittadini, e impedirà che molti assistiti, soprattutto i malati cronici, i malati oncologici, e gli anziani, finiscano per affollare sale di attesa e ambulatori per accedere a terapie che necessariamente devono continuare a fare. La validità dei PT che risultano in scadenza nei mesi di marzo e aprile sarà estesa di 90 giorni a partire dal momento della scadenza. Al termine del suddetto periodo di proroga, in assenza di nuove comunicazioni, il rinnovo dei PT dovrà avvenire secondo le consuete modalità.

 

 

 


creato da Eugenio Bizzarri pubblicato il 22/04/2020 13:50, ultima modifica 27/04/2020 12:52

Azioni sul documento

Strumenti personali