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Malattie Infettive Ospedaliera

Il Problema delle Infezioni Ospedaliere e gli studi di prevalenza al S. Anna

Il Problema delle Infezioni Ospedaliere e gli studi di prevalenza al S. Anna

  • Le infezioni acquisite nelle strutture sanitarie continuano a rappresentare un problema rilevante per la Sanità Pubblica; esse hanno infatti un impatto notevole sia in termini sanitari, data la elevata morbosità e mortalità associate, sia in termini economici per le giornate aggiuntive di degenza e gli interventi assistenziali necessari per la diagnosi e il trattamento delle stesse.
  • Le infezioni ospedaliere rappresentano inoltre un importante e sensibile indicatore della qualità dell'assistenza prestata, in quanto ai tradizionali rischi legati a problemi di igiene ambientale si associano quelli derivanti da comportamenti, pratiche professionali e assetti organizzativi inadeguati. Secondo i dati dell'OMS l'8,7% dei pazienti ospedalizzati presenta un'infezione nosocomiale.
  • I tassi d'infezione più elevati si registrano nei Paesi del Medio - Oriente (11,8%) e nel Sud - Est Asiatico (10%), con un tasso lievemente inferiore negli ospedali europei (7,7%) e in quelli della costa Occidentale del Pacifico (9%). In Italia un recentissimo studio policentrico ha evidenziato una prevalenza d'infezioni ospedaliere dell'8,7%. Nel nostro Paese non meno di 500.000 pazienti sviluppano ogni anno infezioni nosocomiali, responsabili di circa 15.000 decessi, con una spesa presuntiva non inferiore a 1000 milioni di Euro.
  • L'importanza di questa patologia è stata sottolineata dal precedente Piano Sanitario Nazionale (1998 - 2000), che ha posto tra gli obiettivi principali da perseguire la riduzione di almeno il 25% delle forme infettive acquisite in nosocomio; tra le più importanti ricordiamo : infezioni urinarie in pazienti cateterizzati, infezioni chirurgiche nei pazienti operati, infezioni delle basse vie respiratorie soprattutto nei pazienti in ventilazione assistita e sepsi in soggetti portatori di dispositivi vascolari.
  • Gli agenti etiologici maggiormente implicati sono risultati stafilococchi, pseudomonas aeruginosa, altri gram negativi difficili e micetti; non infrequentemente si osservano infezioni polimicrobiche.
  • Particolarmente a rischio per questo tipo d'infezione risultano essere i pazienti ricoverati presso le Unità di Terapia Intensiva, i Reparti di Oncologia ed Ematologia, le Geriatrie e tutte le Unità che ospitano soggetti con gravi compromissioni delle difese immunitarie.
    Per realizzare programmi efficaci di prevenzione delle infezioni nosocomiali diventa necessario effettuare indagini sull'incidenza di tali infezioni, che risultano differenti da reparto a reparto e, soprattutto da ospedale a ospedale.
  • E' inoltre fondamentale conoscere l'uso ed il consumo di farmaci antibatterici, che contribuiscono in modo determinante, se utilizzati in modo inappropriato, a creare l'aumento delle infezioni ospedaliere. A tale proposito è importante sottolineare l'affermazione dell'OMS, che ha constatato come la prima causa di tali infezioni sia proprio l'antibioticoterapia o la chemioantibioticoprofilassi.
  • Un'indagine conoscitiva, degli ultimi anni, ha dimostrato come la diffusione di programmi di sorveglianza e controllo della patologia nosocomiale sia tuttora carente in Italia: un numero ancora insufficiente di presidi ospedalieri ha infatti attivato programmi di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere.
  • La Regione Emilia - Romagna ha avviato, in proposito, un progetto per realizzare gli obiettivi del Piano Sanitario Nazionale. Quest'ultimo, oltre a prevedere la diffusione e adozione di procedure di buona pratica professionale, clinica e assistenziale, per la riduzione delle infezioni, prevedeva anche la verifica dell'adozione e dell'adeguamento dei comportamenti professionali per prevenire la diffusione dei rischi per il personale e per i pazienti, coinvolgendo obbligatoriamente la partecipazione del laboratorio di microbiologia.
creato da Webmaster ultima modifica 19/08/2011 09:32
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