Per incontinenza urinaria si intende la perdita involontaria ed incontrollata di urina.

Può essere causata dal mancato controllo delle strutture nervose e muscolari da parte del sistema nervoso centrale e periferico a causa di malattie acute o croniche o a causa di traumatismi.
Anche alcuni tipi di intervento chirurgico sullo scavo pelvico, in particolare per malattie tumorali della prostata, possono causare incontinenza urinaria.

Inoltre, nel sesso femminile, allorquando è presente un prolasso genitale (utero, vescica e/o retto) è frequente osservare un certo deficit della continenza che nei casi lievi di limitata portata può essere trattato con elettrostimolazioni, biofeedback e ginnastica riabilitativa del piano pelvico, mentre allorquando il grado di incontinenza è elevato può essere indicata l’esecuzione di un intervento chirurgico.

Scopo di tali interventi è quello di correggere il prolasso e di applicare una bendarella per restituire una normale continenza.
In alcuni casi è possibile per via endoscopica eseguire delle infiltrazioni, all’interno del canale uretrale, di sostanze biologicamente compatibili e deputate ad impedire la perdita involontaria di urina.

Sia in caso di interventi per via chirurgica che endoscopica si tratta comunque si “chirurgia mininvasiva”, con incisioni assai limitate o addirittura assenti e con degenza di uno (Day Surgery) o comunque pochi giorni.
Urologia