Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Tu sei qui: Portale L'informazione News IN MERITO ALLE QUESTIONI SOLLEVATE DALL'ANAAO

Ferrara, 11 luglio 2019

IN MERITO ALLE QUESTIONI SOLLEVATE DALL'ANAAO

archiviato sotto:
Nota della Direzione Generale in merito alle questioni sollevate dal Sindacato Anaao.

Il sindacato Anaao certamente conosce i problemi dell’ospedale di Cona, essendo qui da ben prima di questa direzione.

Per questo motivo sa che una delle prime questioni che l’attuale direzione ha affrontato è stato il ciclo del ricovero internistico; prima del dicembre del 2016 era gestito senza un medico nella degenza della Medicina d’Urgenza, senza i 16 letti aggiuntivi nella stessa Unità Operativa, con un numero non facilmente determinabile di posti letto in appoggio nelle chirurgie e senza possibilità di espansione interna.

La scelta allora fatta fu quella di aumentare il numero di posti letto della Medicina d’Urgenza, in modo da ricoverare i pazienti urgenti in questo reparto per la notte e trasferire, di giorno, coloro che dovevano essere ricoverati nelle medicine. In questo modo la Medicina d’Urgenza avrebbe avuto il ruolo di “stabilizzazione dell’urgenza” e le degenze mediche avrebbero avuto la possibilità di svolgere il loro lavoro in modo più ordinato.

La programmazione del flusso del ricovero internistico ha avuto successo a fasi alterne. Più precisamente si è dimostrato efficacie relativamente al numero settimanale programmato di dimissioni; meno rispetto al ritmo costante delle dimissioni stesse.

Contemporaneamente la concentrazione dell’emergenza - e in modo particolare del ricovero internistico urgente -  è aumentata su Cona. Ma soprattutto, come questa Direzione ripete da tempo considerevole in più di una sede (giornalistica, istituzionale e non), siamo costretti a gestire con la predisposizione provvidenziale degli strumenti di gestione dell’iperafflusso, un drammatico e cronico problema di ipodeflusso, cioè delle scarse dimissioni. Abbiamo più volte ripetuto che il numero di pazienti in attesa di essere ospitato in una lungodegenza, in una struttura postacuzie o in un hospice (poiché le condizioni cliniche non sono più quelle che hanno determinato il ricovero in urgenza) ma che permane inappropriatamente all’interno di Cona, varia da 20 a 40 persone. Questi sono pazienti in condizioni di dimissione protetta, cioè subacuti, per i quali l’ospedale utilizza servizi e dotazioni di personale predisposti per i pazienti acuti, cioè in eccesso di potenzialità diagnostiche, terapeutiche, ma in difetto di potenzialità di riattivazione, mestiere tipico delle forme territoriali e intermedie di assistenza.

Tale situazione genera un paradosso:

  • nel 2019 sono aumentati i pazienti inviati da pronto soccorso di Cona verso le case di cura dopo due anni di drastica riduzione
  • manteniamo appunto in ospedale pazienti che non si giovano del potenziale diagnostico e terapeutico di Cona e avrebbero bisogno di ambienti assistenziali a minore concentrazione medica e a maggiore valenza di riattivazione.

Inoltre la pressoché totale saturazione dei posti letto di questo ospedale fa sì che il flusso previsto (ricovero notturno in Medicina d’Urgenza, trasferimento diurno in medicina per acuti) non sempre trovi la possibilità di essere adeguatamente eseguito, con la conseguente costrizione a ricoverare di notte in medicina.

La Direzione Sanitaria non nega ciò che succede ma lo quantifica. Nei primi sei mesi del 2018 furono ricoverati in orario notturno nelle medicine 91 pazienti e nelle medicine specialistiche 78. Rispettivamente 0,5 e 0,4 pazienti a notte per guardia. Grossolanamente 1 a notti alterne (una notte si e una notte no). Invece, nel 2019, sono stati 252 (in orario notturno, nelle medicine) e 69 (nelle medicine specialistiche): cioè, in media 1,3 e 0,4.

Tale incremento - in assenza di modifiche nei servizi esterni di accoglienza - ha portato questa Direzione a prospettare ai responsabili dei Dipartimenti Medici, alla fine dello scorso anno, l’istituzione di tre postazioni di guardia. I Dipartimenti hanno preferito mantenere l’attuale ripartizione oraria del personale necessario (certamente presente, difficile da incrementare, ma in servizio secondo le necessità) tra il giorno e la notte.

La Direzione, sia nel processo di negoziazione del budget, sia negli incontri sindacali, ha ribadito di star predisponendo la pianificazione tecnica necessaria all’implementazione delle tre guardie notturne dopo il periodo estivo, notoriamente il meno adatto a modificazioni maggiori nei turni.

Questa Direzione ha sempre cercato di coprire i posti con le competenze appropriate. Infatti ad oggi i posti coperti, cioè con un titolare, sono 30 +1 (il primario); i presenti sul posto di lavoro sono invece 25 + 1 a causa di assenze determinate da gravidanze e lunghe malattie. Nonostante i tentativi fatti ripetutamente, non è stato possibile colmare queste assenze per mancanza di candidati. A tale proposito questa direzione ha richiesto ai colleghi la disponibilità ad orario aggiuntivo incentivato e ne ha disposto l’uso per il tempo strettamente necessario, dal momento che tale dispositivo non costituisce strumento ordinario di gestione.  Nella stessa linea certamente non abbiamo avuto bisogno del suggerimento del sindacato per chiedere all’Azienda Unità Sanitaria Locale di coprire i turni dell’automedica con personale MET in modo da ricoprire tutte le postazioni di PS anche con una dotazione ridotta.

Così pure si fa notare l’aspra opposizione dell’Anaao al primariato interaziendale di Radiologia; opposizione che conosce aspetti singolari di personalizzazione estrema anche verso il Dirigente che ha l’incarico. Tale aspra opposizione non aveva evidenziato però la composizione delle équipe e delle competenze, e la sottostima del personale necessario. Le azioni messe in atto dalla Direzione hanno portato l’organico al massimo possibile rispetto alla disponibilità presente sul mercato. Abbiamo, con regolare concorso, “prenotato” degli specializzandi da assumere non appena specializzati. Stiamo valutando il miglior asseto organizzativo possibile tra le due Unità Operative di Radiologia presenti (attualmente squilibrate a livello di organico) e utilizzeremo il personale di cui sopra (non appena disponibile), per formare nuove professionalità che diano continuità alla Radiologia Interventistica.

creato da ufficiostampa pubblicato il 11/07/2019 15:26, ultima modifica 11/07/2019 15:26

Azioni sul documento

Strumenti personali