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Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

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Ferrara, 9 ottobre 2017

"AMBULANCE DANCE - LA CANZONE SALVAVITA"

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Si è svolta questa mattina (lunedì 9 ottobre 2017) presso l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara a Cona (Fe) la conferenza stampa di presentazione del video “Ambulance dance - La canzone salvavita”. All’incontro erano presenti il Dirigente dell’Area Comunicazione dell’Ospedale di Cona, Agostina Aimola; i Dirigenti Medici della Cardiologia Gabriele Guardigli, Carlo Tumscitz e Gianluca Calogero Campo; il Regista del video, Francesco Merini.
"AMBULANCE DANCE - LA CANZONE SALVAVITA"

Campo, Aimola, Tumscitz, Merini, Guardigli

                                                                          Ambulance-dance-la-canzone-salvavita.pdf                                               

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte in Italia; a queste patologie sono attribuibili oltre il 41% di tutti i decessi registrati ogni anno, dei quali oltre 50 mila casi vengono colpiti da arresto cardiaco improvviso. Ogni minuto che passa dall’arresto, cala dell’8% la probabilità di sopravvivenza* (dati Censis 2015). Quindi, se avete i sintomi di un infarto, non correte all’ospedale, ma chiamate immediatamente il 118. Avrete il 40% di possibilità in più di salvarvi.

Da questa premessa nasce il progetto “Ambulance dance - La canzone salvavita” ideata dai medici dell’Associazione HEART & MUSIC for LIFE di cui fa parte Carlo Tumscitz, cardiologo dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara, con una lunga esperienza musicale alle spalle. La sua conoscenza e passione per la musica gli ha permesso di comporre una canzone “salvavita”, scritta per sensibilizzare quante più persone possibili su come comportarsi in caso di malore.

Hanno contribuito a questa impresa anche gli Skiantos, gruppo storico del rock demenziale bolognese, che sono riusciti a dare un’energia unica a questa canzone, arrangiandola e interpretandola come solo loro sanno fare.

Il progetto ha radici lontane: da anni Carlo e i suoi colleghi uniscono la professionalità medico-scientifica con la loro passione per la musica in un gruppo musicale unico in Italia, i “Doors To Baloon”. Nel 2010 hanno fondato l’Associazione Heart & Music for Life,  che unisce cardiologia e musica occupandosi attivamente di progetti sociali come “Ambulance dance - La canzone salvavita”.

Grazie all’impegno dell’Associazione Heart & Music for Life e con il contributo educazionale non condizionato della ditta MEDSTEP, la canzone è diventata anche un video musicale, diretto dal regista bolognese Francesco Merini e con protagonista Fabio Testoni, in arte Dandy Bestia, storico chitarrista degli Skiantos. Il video è stato girato presso l’Ospedale Sant’Anna di Ferrara che ha attivamente sostenuto il progetto.

L’intera iniziativa è stata patrocinata dall'Associazione Nazionale Cardiologi Interventisti GISE, formata da Specialisti che sono ogni giorno impegnati nel trattamento dell’infarto acuto del cuore.

Al video hanno preso parte anche il corpo di ballo Sambaradan, guidato da Luana Redalié, e l’attrice Cristiana Raggi, che recita al fianco del protagonista Fabio Testoni.

Il naming e il logo Ambulance Dance sono stati realizzati da Studio Talpa: laboratorio di design e comunicazione di Bologna.

 Come spiega lo stesso Tumscitz: “ la gente erroneamente pensa che arrivare in ospedale in fretta con i propri mezzi faccia guadagnare tempo prezioso, un errore che può risultare anche fatale”.

 Aggiunge il dottor Alberto Benassi, Presidente dell’Associazione Heart & Music For Life: “in caso di infarto un equipe di medici e paramedici con un defibrillatore può davvero fare la differenza tra la vita e la morte, per questo bisogna chiamare il 118!”.

 

Link alla pagina Facebook:

www.facebook.com/AmbulanceDance

 

Link Youtube:

https://youtu.be/Xei9o22GSGc

 

Link per scaricare foto:

https://we.tl/VamTKoqGeT

 

 

Crediti della canzone

Testo Gabriele Cosentino

Musica Carlo Tumscitz

Arrangiamento ed esecuzione Skiantos

Registrato e mixato da Gianluca Pecos Grazioli presso lo Scandellara Studio - Bologna

 

Crediti del video

Regia Francesco Merini

Executive Producer Marilisa Murgia

Organizzazione generale Federica Chiarini

Fotografia Marco Landini

Montaggio Nicola Spaccucci

Interpreti principali Fabio Testoni, Cristiana Raggi

Assistente alla regia Fabio Donatini

Assistente di produzione Domenico Sarno

Trucco Regina Lunelli Pancaldi

Scenotecnica Antonio Marzulli

Assistente operatore Luca Palestini

Corpo di ballo Sambaradan

Coreografa Luana Redaliè

Produzione esecutiva Sayonara Film

Responsabile Eventi e Cerimoniale Ospfe Alessandra Guerra

Heart & Music for Life e Doors to Baloon (www.doorstoballoon.it)


 Il progetto musicale Doors to Baloon nasce per iniziativa di due cardiologi chiatrristi: Fabio Tarantino (cardiologo emodinamista responsabile a Forlì) e Antonio Santarelli (cardiologo emodinamista responsabile a Rimini). Nel 2008 i due riescono a mettere assieme una vera e propria band con gli innesti di Carlo Tumscitz, Alberto Benassi, Raffaele Sabatini e Paolo Galli (batterista e unico non cardiologo del gruppo). Così la band si completa, e non potrà che chiamarsi Doors to Balloon, nome suggerito dal leit motiv quotidiano del loro lavoro: la lotta contro il tempo per riuscire a riaprire la coronaria chiusa dall’infarto. Il resto viene da sè: fondano insieme un'associazione no profit, la Heart & Music for Life (H&M4L), attraverso la quale decidono di devolvere i proventi dei loro concerti per scopi umanitari. Si esibiscono così in posti impensabili per dei musicisti dilettanti: Teatro Pavarotti di Modena, Pala De Andrè di Ravenna, Sala del Maggior Consiglio del Palazzo Ducale di Genova.

 

Skiantos (www.skiantos.com)

Gli  Skiantos sono un gruppo rock demenziale leggendario formato a Bologna a metà degli anni settanta. Fecero parte della prima ondata del punk rock italiano di cui la città di Bologna, allora molto legata al Movimento del '77, fu il primo e più fertile centro nevralgico. Gli Skiantos nascono in forma embrionale nel 1975, quando un gruppo di ragazzi del DAMS si ritrova per suonare nella cantina del futuro cantante Roberto Antoni, poi conosciuto come Freak Antoni. Il progetto prese maggiore concretezza nel 1977 con il primo LP pubblicato in musicassetta Inascoltabile. I concerti del gruppo, soprattutto agli inizi, sono caratterizzati da performance provocatorie passate alla storia, che includono il lancio di ortaggi sul pubblico da parte dei musicisti. La storia della band continua con la pubblicazione di altri 11 album in studio e non si interrompe nonostante la prematura scomparsa di Freak Antoni nel 2014. Gli stessi Elio e le storie tese rendono omaggio fin dal nome ad un verso della canzone Eptadone, citando le «storie pese» presenti nel talkin' iniziale del complesso bolognese. Il chitarrista Fabio ‘Dandy Bestia’ Testoni fa parte della formazione dal 1977.

 

Francesco Merini

Regista, è laureato in storia dell’arte al DAMS di Bologna. Ha lavorato in campo musicale dirigendo live e videoclip per Lucio Dalla, Vasco Rossi, Eugenio Finardi, Stefano Bollani e per Deutsche Grammophon. Ha diretto numerosi documentari tra cui il Il Presidente del Mondo (2016), L’Orchestra. Claudio Abbado e i musicisti della Mozart (2014) distribuito in tutto il mondo da Euro Arts di Berlino e Palestina per principianti (2012). Ha diretto i cult movie dell’underground bolognese Paglione (1999) e Cavedagne (2003, il film più replicato dalla Cineteca di Bologna).  I suoi lavori sono trasmessi in televisione (Rai, Sky, Rsi), pubblicati in Dvd (Ermitage, Il Saggiatore, Eugea, Euro Arts, Cineteca di Bologna), distribuiti in sala e hanno partecipato a decine di festival nazionali e internazionali. Ha tenuto laboratori all’Università del Progetto di Reggio Emilia e al Dams di Bologna, attualmente insegna presso la scuola di narrazione di Carlo Lucarelli Bottega Finzioni.

 

Studio Talpa – comunicare in profondità (www.studiotalpa.it)

Studio Talpa si occupa di branding e campagne on&off line, da un punto di vista non convenzionale. Attivo a Bologna dal 2004, questo laboratorio creativo ha firmato tra l'altro la community NoiNo.org - uomini contro la violenza sulle donne, la campagna di guerrilla marketing Archeopolis - I 2.200 anni di Bononia e la comunicazione del progetto europeo Amitie. Realizzate per aziende, enti pubblici, associazioni e start up, le campagne di Studio Talpa condividono l'uso innovativo dei media e il coordinamento di differenti attività. L'obiettivo? Non solo comunicare a un target, ma coinvolgere il pubblico. In profondità.

 

 

PILLOLE INFORMATIVE

  Il dolore toracico è la causa più frequente di accesso alle cure in pronto soccorso e nel 30% dei casi la causa è un infarto miocardico (Braunwald Heart Disease).

Nonostante le più moderne strategie di trattamento e di riperfusione miocardica il carico di mortalità è ancora elevato e in particolare la mortalità ospedaliera varia tra il 4% e il 12% e il tasso di recidive ischemiche/mortalità ad un anno si aggira intorno al 10% (“Population Trends in the Incidence and Outcomes of Acute Myocardial Infarction” 2010 NEJM, Robert W. Yeh; LG STEMI ESC 2017)

 La mortalità più alta si registra, però, nelle primissime ore dall’infarto, in particolare nella prima ora dove l’infarto può esordire o complicarsi con la morte cardiaca improvvisa per l’insorgenza di un’aritmia maligna nel 50% dei casi (fibrillazione ventricolare).

  Quando esordisce con arresto cardiaco la sopravvivenza a 30 giorni è bassa (circa il 4%). Le manovre di RCP e la precoce defibrillazione sono gli strumenti che permettono di migliorare la prognosi (Early Cardiopulmonary Resuscitation  in Out-of-Hospital Cardiac Arrest Ingela Hasselqvist-Ax NEJM 2015).

  Gli studi anatomopatologici hanno dimostrato che il danno miocardico correlato all’ischemia è reversibile nei primi trenta minuti, divenendo progressivamente irreversibile e portando a necrosi l’intera area nell’arco di circa 6-12 ore”. Una precoce strategia di riperfusione permette di salvare più “miocardio a rischio” e garantire una migliore prognosi (Robbins 2008)

  La riperfusione miocardica con coronarografia ed angioplastica è la migliore strategia di trattamento e risulta tanto più efficace e migliore in termini prognostici quando effettuata precocemente. Le attuali indicazioni delle società scientifiche nazionali raccomandano una ripefusione entro 90 minuti dalla diagnosi. Studi scientifici dimostrano che un ritardo maggiore di 120 minuti si associa ad una mortalità a lungo termine del 23%. Ritardi maggiori si associano ad una mortalità superiore al 30 % (System Delay and Mortality Among Patients With STEMI Treated With Primary Percutaneous Coronary Intervention, Terkelnsen JAMA 2010)

  Il tempo è prezioso! Si calcola che solo l’11% dei pazienti arrivi in ospedale a meno di un ora dall’inizio dei sintomi (Coventry Heart, Lung and Circulation 2015).

  La maggior parte delle persone che avvertano dolore toracico attivano però il servizio sanitario con un ritardo tra gli 85 minuti e le 2 ore circa dall’inizio dei sintomi (Coventry Heart, Lung and Circulation 2015, Nielsen EHJ 2015).

  Quelli con il più precoce ricorso alle cure sono per lo più i pazienti giovani (< 60 aa), quelli con una storia di pregresso infarto che sanno riconoscere i sintomi. I pazienti che si presentano con maggiore ritardo sono più spesso gli anziani, le donne e i diabetici, e coloro i quali hanno l’insorgenza del sintomo durante la notte. Altra causa di ritardo è la ricerca di aiuto o consiglio in familiari, conoscenti o colleghi.

  Quali sono i sintomi? Il sintomo tipico è la sensazione di un “peso”, “una costrizione” o a volte anche un “bruciore” al petto della durata maggiore di circa 20 min. A volte il fastidio può localizzarsi più in basso in regione epigastrica e talvolta si irradia al braccio (prevalentemente il sx), al collo (spesso viene descritto come una sensazione di “nodo/stretta” alla gola) o alla schiena. Spesso si accompagna ad una sensazione di difficoltà respiratoria oppure a vertigini, sudorazione e cardiopalmo.

ATTENZIONE: l’intensità del sintomo non è correlato alla severità della malattia.

Solitamente il fastidio tende a insorgere gradualmente, a volte può presentarsi con caratteristiche di intermittenza, può insorgere dopo una esposizione a condizioni di stress (sforzo fisico, freddo, stress emotivo), ma può presentarsi anche in condizioni di pieno benessere.

  E’ importante sapere chi è più a rischio: si riconoscono fattori di rischio “non modificabili” come ad esempio la familiarità (padre con infarto prima dei 55 anni/madre con infarto prima dei 65 anni), il sesso maschile e l’età (età >65 anni rischio di eventi Cv a 10 anni 5-10%). Fattori di rischio modificabili sono ad esempio le abitudini di vita:

 

- il fumo: conferisce un rischio doppio rispetto al non fumatore e nelle persone con meno di 50 anni aumenta di 5 volte il rischio di malattia coronarica. Anche il fumo passivo (vivere con un fumatore) aumenta il rischio del 30% di malattie cardiovascolari. Anche “fumare poco” (da 1-4 sigarette/giorno) o il non aspirare il fumo di sigaretta espone ad un rischio aumentato. La cessazione del fumo di sigaretta è il provvedimento più importante la riduzione del proprio rischio che torna nella norma per l’età entro 10-15 anni dalla cessazione; 

- il consumo cronico in eccesso di alcolici (>2 bicchieri per gli uomini, >1 donne) aumenta il rischio CV;

- l’alimentazione ricca di grassi, lo stile di vita sedentario e il sovrappeso (BMI>25)  aumentano il rischio di circa il 23%;

- altri fattori di rischio sono classicamente l’ipertensione, l’ipercolesterolemia ed il diabete;

- tutte queste condizioni considerate isolatamente aumentano il rischio CV (in particolare i diabetici sono classicamente considerati a rischio CV a 10 anni elevato, ovvero hanno una incidenza di eventi CV intesi come morte, infarto ed ictus tra il 5-10% a 10 anni), ma quando sono associati il rischio di eventi CV cresce esponenzialmente (dati tratti dalle LG 2016 Prevenzione CV);

 

 Si è visto che solo il 50% dei pazienti con dolore toracico attivi il 118; dei restanti, il 30% cerca altre forme di assistenza medica (medico di famiglia, case di cura, guardia medica), mentre il 20% sceglie di recarsi in ospedale con mezzi propri.

  Questa frazione del 20% sceglie il mezzo proprio poiché ritiene che i propri sintomi non siano “sufficientemente gravi” da attivare i servizi di emergenza o perché pensa di raggiungere più velocemente le prime cure.

In realtà, come abbiamo già visto, l’intensità dei sintomi non si associa alla gravità della malattia sottostante ed inoltre da studi è emerso che questi pazienti tendono ad arrivare in ospedale con circa due ore di ritardo dall’inizio dei sintomi, mentre l’attivazione immediata del 118 consentirebbe l’arrivo dell’ambulanza entro un tempo medio di 56 minuti (Thylén I, et al. BMJ Open 2015).

Nello stesso lavoro si è osservato che il tempo medio di diagnosi di infarto quando effettuato dal servizio di emergenza è di circa 25 minuti, mentre se il primo atto è la ricerca del proprio medico curante o di altri servizi di assistenza medica alternativi (es. guardia medica) il tempo della diagnosi tende a raddoppiare (Thylén I, et al. BMJ Open 2015).

creato da ufficiostampa pubblicato il 09/10/2017 13:50, ultima modifica 09/10/2017 14:01

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